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Tomo XII.
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3g8 Superficie

la che rimanga un quadrilatero, il qualesi «livide con una linea, non più in partieguali, ma in parti le cui superficie sianola metà dell' area totale meno i triangolilaterali, sì da una parte, sì dall’ altra.Convien perciò dividere questo quadri-latero con una retta che lo separi in duearee ineguali e conosciute.

Si conduce una linea in posizione chesi presuma «lover esser quella che si do-manda ; basta un poco di abitudine pernon commettere un certo errore. Si va-luta ciascuno dei due quadrilateri par-ziali, e si conosce da qual parte conven-ga trasportare il limite. Alcuni tentativibastano per riuscirvi.

11 più delle volte, la campagna è unquadrilatero che vuoisi dividere per metà ;la linea tracciata non essendo quella chesoddisfaccia alla condizione voluta, con-viene aumentare una delle parti d’unaquantità uguale alla metà della semidiffe •lenza delle due aree, e l’altra parte dimi-nuirla di altrettanto. Basta a tal uopo sco-stare convenientemente una delle estremi-tà della linea di separazione ; queste duelinee, 1’ una supposta, I’ altra addoman-data, formano un triangolo la cui area«leve essere la semi-differenza richiesta.Dividendo questa semi-differenza per lametà dell’altezza del triangolo, se ne tro-va la base, cioè la quantità di cui con-viene allontanare la estremità della lineasupposta.

Questo metodo ha il vantaggio di farpassare la linea di separazione per undato punto, come sarebbe quello d' unastrada corrispondente alla campagna, diuna casa, di un puzzo, ec.

La misura delle superficie compresetra linee rette o curve condotte sopraun piano, si ottiene con somma facilitàcol metodo seguente, usato nel catastroove ricorrono spesso simili calcoli. Ado-prasi un foglio trasparente, sul quale di-

Svanare

segnasi un gran quadrato i cui lati sonodivisi in parti eguali che lo dividono inmoltissimi quadrati assai piccoli, come ve-desi nella fig. y,Tav. XIV delle Arti delcalcolo.

Supponiamo che questi piccoli qua-drati sieno le unità di misura di superfi-cie, come possono esserlo, poiché il lorolato si prende dall'unità lineare della sca-la del disegno. Si applica questo fogliosulla pianta nel modo più comodo all’ o-perazione seguente. Si numerano i pic-coli quadrati che si contengono entro lelinee della figura, e trovasi cosi 1’ areadomandata Soltanto, siccome verso leestremità, le linee della pianta non coin-cideranno coi lati dei piccoli quadrali,converrà conoscere quanti di essi oltre-passano i limiti, e quanti ne rimangonoal di qua. Con un poco di esercizio sitrova 1' area totale con bastante appros-simazione.

Le superficie vengono talvolta espressein altre unità ; per convertirle in unitàmetriche, convien conoscere il rapportotra le une e le altre. Abbiamo dato que-sti diversi rapporti all' articolo misure,cui rimandiamo.

(Fr.)

* SUPPEDANEO. Tavolato sopracui si posano i piedi.

* SURRONE. Balla di cocciniglia,cannella o simile, involta in un cuoio dibue e cucila con istrisce dell’istessa pelle.

* SUSINA, SUSINO. V. prugra.

* SUSTA. Corda con che .si legano lesome.

* Susta. V. molla.

* SUVERATO . Dicesi discarpe, pan-tofole e pianelle che abbiano cortecce disovero tra suolo e suolo e di qualunquealtra cosa guernìla di suvero.

* SUVERO. V. sovero.

* SVANARE, dicono i cappellai il le-var via il pelo vano della vigogna.