Tabacco
qualità di esso. Converrebbe che le qua-lità inferiori si pagassero tanto meno, daobbligare gli speculatori a coltivarlo nelmiglior modo.
Una buona diseccazione è necessariaa compier 1’opera, poiché se, fosse im-perfetta o protratta di troppo, il tabaccoscapiterebbe. Un coltivatore della Lui-giana, il Paggio du Prat, dice eh’ eglifaceva tagliare le piante del tabacco aproporzione che ingiallivano, le traspor-tava subito sotto tettoie, appendeva-le colla testa in giù pretendendo egliche a tal modo le foglie profittino delsucco rimanente. A proporzione che lefoglie rendevansi di color marrone, letagliava per metterle sotto un peso ; esserendevansi così nere e assai piatte. Laloro qualità ero tanto superiore che ven-devansi il doppio dell’ altro tabacco.
Abbiamo detto superiormente che oc-correva non protraere la diseccazione,ed è facile concepirne il motivo, poi-ché se quest’eccesso di diseccazione ri-sultasse da una temperatura troppo ele-vata, sarebbesi senza dubbio volatiliz-zato o distrutto qualche principio ; e seciò avesse qualche vantaggio, potrebbeanche risultarne qualche discapito quan-do però non si trattasse d’un tabaccoconsecrato ad un tale o tal altro uso ;come sarebbe rendere meno piccante iltabacco da pipa ; ma siccome in gene-rale il coltivatore ignora P uso cui èdestinato il suo tabacco, egli deve con-servare tutti i principii della pianta, elasciare al fabbricatore che lo sottopongaalle diverse operazioni da lui credutenecessarie per esaltare o mascherare glialtri principi.
Se questa diseccazione soverchia pro-viene da una temperatura non trop-po elevata ma continuata per un tempotroppo lungo, il tabacco non avrà sof-ferto alterazione,, ma le foglie si slrito-
leranno anziché rimaner intere ; comeabbiamo detto conviene imballar questefoglie in tempo umido per evitare un si-mile inconveniente.
Dicemmo, parlando del tabacco diVirginia, che lo si assoggetta ad unaspecie di fermentazione; ma non sem-bra che si segua costantemente questometodo, almeno volendo giudicare dalcolor giallo di questo tabacco. La fer-mentazione peraltro sarebbe favorevoleallo smercio poiché rende il tabacco piùpiccante. Noi non siamo di parere peròche la fermentazione si faccia se non chenelle stesse manifatture dei tabacchi, ri-chiedendo essa particolari attenzioni elunga abitudine di uomini assai eserci-tati in siffatto mestiere. Perciò si riser-veremo di parlare a proposito della fer-mentazione quando tratteremo delle ma-nipolazioni che si fanno provare al ta-bacco prima di porlo in consumo ; macrediamo necessario di far precedere aquesta trattazione le cognizioni chimicheche possediamo sulla natura del tabacco ;poiché, quantunque sieno di poco mo-mento, speriamo tuttavia che ci servanodi qualche soccorso a comprendere leprincipali operazioni e prevedere i risul-tati che se ne debbono ottenere.
Nel i 8og io aveva intrapreso, in unionecon Warden, consolo americano, alcuneindagini sulla composizione del tabacco.Le nostre esperienze le abbiamo fatte nellaboratorio particolare di Yauquelin, e irisultati ottenuti parvero molto curiosial nostro illustre professore, a segno cheegli volle continuarle, e pubblicò, neltom. LXXII degli Annali, un’ analisi deltabacco a larghe Joglie.
Per operare sopra un tabacco schietto.Vauquelin si servì delle foglie di nico-ziana raccolte nel giardino botanico ; maconvien rimarcare che la natura del ter-reno fornisce qualche sostanza, e massime