Band 
Tomo XII.
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Tabacco

ocre non si manifesta, nella distillazionecoll’ acqua, se non quando aggiungesidella potassa o dell’ ammoniaca, e cheesiste nella nicoziana una certa quantitàd' ammoniaca ; in conseguenza il prin-cipio odoroso di questa pianta non puòsvilupparsi che per l’influenza del va-pore ammoniacale ; ed è tanto vera que-sta asserzione che, se si satura con unacido secco, come l’acido tartrico, l’al-cali che trovasi in eccesso nel tabaccoordinario, il suo piccante totalmente di-leguasi. Perciò non v’ha dubbio che perrendere odoroso il tabacco è necessa-rio privarlo dell’ eccesso di acido e so-stituirvi un eccesso d’ ammoniaca; que-st’appunto è quello che avviene quandosi sottomette alla fermentazione. La ni-coziana contiene, come abbiam fatto os-servare, molta materia azotata, una por-zione della quale si separa col succo dellafecola verde, e un’altra rimane discioltanel succo stesso feltrato, e si può sepa-ramela col calore che la coagula. Que-sta sostanza azotata si decompone pro-gredendo la fermentazione, e forniscedell’ ammoniaca ; le prime porzioni chesi sviluppano servono a saturar 1’ acidolibero contenuto nella pianta, e subitodopo la stessa ammoniaca rende mani-festo 1’ odor del tabacco. Ciò supposto,perchè adoprasi acqua salata e non acquapura ? Io credo che il sale moderi la fer-mentazione a segno che si possa regolarlae arrestarla quando conviene, mentrecoll’acqua pura la fermentazione progre-direbbe in modo che non potrebbesi mo-derarla, e non otterrebbesi in fine che delterriccio. E 1 tanto più importante rego-lare e moderare questa prima fermenta-zione, perchè non è la sola che il ta-bacco debba provare, come vedremo inappresso . Questa opinione potrebbesembrare ipotetica, perchè fu detto altravolta che il sale usato in grande quan-di. Tecnol. T. XII.

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tità preserva le materie organiche daqualunque alterazione, e che al contra-rio in piccola proporzione la sollecita ;fu detto che i cadaveri si putrefanno piùfacilmente in mare che altrove.Io non ebbioccasione di verificare questa asserzione,nè saprei fino a qual punto sia esatta,ma parecchie osservazioni dimostraronoche, in generale, l’esistenza dei sali nuocealla fermentazione. Dubrunfaut riconobbeche le acque contenenti carbonaio cal-careo non sono soggette a fermentare ;egli ne attribuisce la cagione all’ assorbi-mento dell’ acido che tende a sviluppar-si ; ma altri autori generalizzarono que-sta osservazione e conobbero che lutti isali ingenerale possono produrre lo stes-so effetto. Uno dei miei vecchi allievi, ilsig. Saisset, attualmente stabilitosi al Bra-sile , ebbe occasione di confermar questaopinione ancor più positivamente. Egliaveva stabilito una distilleria a Fernam-bucco, e la temperatura ivi dominante fa-voriva la fermentazione a tal modo, chedoveva occuparsi continuamente di mo-derarne i progressi. Nulla riuscendogli,egli era al punto di abbandonar questaindustria, quando un giorno si accorseche alcuni tini fermentavano con unacalma e regolarità sorprendenti. Sbalor-dito d’ un evento sì nuovo e sì impor-tante per lui, ne indagava inutilmente lacausa, quando alla fine un pìccolo negroche aveva al suo servizio lo ammonì chei suoi camerata, in luogo di attigner l’a-cqua alla sorgente ordinaria, com’era lo-ro prescritto, avevano preso acqua dimare eh’ era assai più vicina. Il signorSaisset, maravigliato della disobbedien-za dei negri, la seppe metter a profitto ;egli sovente to’ informò poscia, che que-st’ accidentale osservazione avealo resopadrone delle sue fortunate speculazioni.

Alcuni fabbricatori di tabacco prete-sero che l’acqua del mare fosse preferibile