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Tomo XII.
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^io Tabacco

all’ acqua salata artificialmente, perchèessa contiene dei sali deliquescenti chemantengono nel tabacco la convenienteumidità. Io sono volentieri del loro pa-rere, perchè )’ umidità favorisce lo svi-luppo dell’ ammoniaca, e in conseguenzaquello del suo odore. Ma per otteneretiri simile risultato, si può aggiungere alsai comune ordinario una certa quantitàdi muriato di calce deliquescente.

Questa specie di salamogia del tabacco,quando la sua fabbricazione era libera,tenevasi come un secreto dai fabbrica-tori, i quali aggiungevano qualche ma-teria zuccherosa alle acque salate. Alcuniadoperavano la melassa, altri zuccherogreggio ; ed anzi pretendesi che da que-sta aggiunta derivi I’ odore di viola deltabacco della Martinica , detto macuba :finalmente altri ancora aggiungevanoun* infusione di fichi, oppure una solu-zione di succo di liquirizia. In tutti que-sti casi la matei'ia zuccherina fermentandoforniva un poco di aleoole, il quale cari-candosi dell’aroma proprio delle sostan-ze aggiunte, dava al tabacco un odore par-ticolare, che serviva a distinguere i tabac-chi di diverse fabbriche. Darò una ricettaconfidatami da un abile fabbricatore, ilquale mi assicurò di averne usato collamigliore riuscita.

Si discioglie del succo di liquirizianell’acqua ordinaria, e si fanno bolliredei fichi in questa soluzione per a a 3ore ; verso il fine aggiungesi del badian,poi si ritrae dal fuoco e vi si disciogliedel sai marino a saturazione ; finalmente,raffreddatosi il liquido vi si versa dellospirito di vino fortissimo e di ottimo sa-pore ; si rimesce ogni cosa e quando ilmiscuglio è esatto se ne irrora unifor-memente il tabacco. Il fabbricatore devevariare le dosi di questi ingredienti, se-condo che si propone di ottenere un ta-bacco più o meno nero, grasso e odoroso.,

Tabacco

Attualmente che il governo s’impadronìdel monopolio di questa fabbricazione,non adoprasi in Francia che acqua salata:si lascia soltanto che qualche porzione ditabacco fermenti maggiormente e acqui-sti un colore più carico e un odore divallonéa, che sparso nella massa, piace aitabacchisti.

Un’ altra operazione richiedesi, ed èquella di togliere alla foglia il nervo ossiala costa centrale. Ordinariamente impie-gansi femmine e fanciulli ; nella stessa oc-casione si cernono nuovamente le foglie,e rnettonsi da parte quelle che sono piùlarghe e più forti. Queste foglie scelte sipiegano lungo la costa perchè sieno piùresistenti e non si lacerino sfogliandole ;si mettono in serbo per cuoprire il ta-bacco ridotto in cigarri.

Le foglie private della loro costa siportano nuovamente nella stanza ovehanno fermentato, e qui si fanno i mi-scugli nelle differenti specie di tabacco,in proporzioni sovente diverse, secondola quantità particolare di ciascuna, e se-condo che crede meglio la persona inca-ricata di questa parte di fabbricazione.Quest’ opera non può venir confidatache a persona espertissima nella fabbri-cazione dei tabacchi, essendo necessarioche si sappiano distinguere tutte le dif-ferenze che caratterizzano ogni qualità, ecomporre con diversi miscugli una qua-lità media e costante. La riputazione dellafabbrica dipende da questa sorta d’inal-terabilità. Il tabacco da pipa si bagnanuovamente con acqua pura, e l’altro sibagna con acqua salata; poscia si assog-gettano ad una nuova fermentazione perqualche tempo. La prima qualità di ta-bacco da pipa, detto scaferlali, compo-nesi ordinariamente di 70 parti di Mari-tami e 3o di Virginia magro. La secondaqualità componesi di Co parti di Mari-land e di tabacco indigeno.