Band 
Tomo XII.
Seite
429
JPEG-Download
 

Tanno

fa quest* operazione in primavera, a si cadoprano delle mannaie ed altri stru- <menti taglienti. Privato l’albero della cor- <taccia prima di autunno, si può lasciarlo !in piedi ; esso non tarda a perire in con- ;seguenza di questa operazione ; ma il 1suo legno acquista una maggior densità i( V. legno ) . Le difficoltà che si hanno idi sbucciare gli alberi in piedi fanno che isi anteponga di prima atterrarli. Quantopiù 1’ albero è vecchio tanto più tan- 1nino contiene. Tagliasi circolarmente la <corteccia sul tronco, quando esso entrain succhio, e la si stacca dall’albero, fen-dendola longitudinalmente . Si calcolaoccorrere da 4 a 5 libbre di questa cor-teccia per tannare una libbra di grossocuoio; questo rapporto è soggetto a moltevariazioni. Si ammassa la corteccia, si faben seccare, e si conserva in luogo a-sciulto.Per adoperarla riducesi in polvere.

Si comincia a tal uopo dal tagliarla inpiccoli pezzi con pestelli taglienti: po-scia questa materia mettesi nei mulinimossi dal vento, oppure dall’ acqua . Atal modo riducesi in polvere la cortec-cia ; e questa polvere è detta tanno . Ilpiù nuovo è maggiormente stimato, per-chè invecchiando perde in parte le suequalità.

11 metodo qui indicato per polveriz-zare la corteccia di quercia è quello cheusasi comunemente ; ma da alcuni annis’ introdussero altri metodi di maggiorperfezione.

Per tagliare le cortecce in frammentidi 29 a 34 milimetri, adoprasi il taglia-cortecce di Farcot, meccanico parigino ;esso è il trita-paglia a tamburo reso dimaggiore solidità. Due cilindri alimen-tari AA’ (Tav. LXIV, fig. 6 delle Artimeccaniche ) trasportano le cortecce ,stese prima sopra una tavola inclinata a,sull’orlo di quattro grandi lamine d’ac-ciaio B, piegate in elica, sopra due cir-

Tanno 4 2 9

coli paralleli sostenuti dall’ albero C .Questi cilindri A A' sono scanalati, e ri-cevono il moto da ruote i cui denti sonosi lunghi che continuano àd ingranareanche quando gli assi si allontanano.Una qualunque forza motrice trasmetteil moto a queste ruote, ed insieme an-che ai circoli che sostengono le lami-ne BB.

In b vi è una lamina di acciaio soprala quale le cortecce vengono tagliate daicoltelli BB. Le leve F tengono sospesoun contrappeso G, che appoggia sull’al-bero del cilindro A, il quale viene con-tinuamente sollevato dalle cortecce chevi passano sotto. Alcune guide manten-gono le leve nelle loro oscillazioni verti-cali. Finalmente alcuni congegni impe-discono alle cortecce di cadere sulle co-ste dei cilindri al di là delle loro sca-nalature.

La circonferenza dei cilindri è di 67centimetri il rapporto tra il rocchetto ela ruota I che Io muove è di 1 e 5 .Passano tra i cilindri circa 17 metri dicorteccia per minuto , mentre il tam-I buro fa nel medesimo tempo i 3 o rivo-luzioni ; e siccome esso è armato di 4: lamine, questi 17 metri vengono tagliatiin 5 ao pezzi, di 33 millimetri di lun-ghezza. Quest’ è la forma più favorevoleper evitare che i mulini s’ingorghino.Una simile macchina in tutto puntoe ben maneggiata può tagliare un mi-gliaio e mezzo di tanno per ora. Y’hannoi di queste macchine a vii prezzo colle■ quali un sol uomo può tagliare circa 3 000libbre di corteccia per giorno,i Allorché la corteccia è ridotta a que-

- sto stato di divisione, la si polverizzai con una macchina detta mulino a cam-, pana, formata di due parti principali, il, cilindro AA ( fig. 7 ) e la campana B.

- Il cilindro termina inferiormente in un

- tronco dj cono la cui parete interna è