/|5o Tanno
guernita di lamine o denti inclinati inelica : alcune di queste lamine si prolun-gano nella parte inferiore del cilindro .La base del cono è attaccata pei piediaa all’ossatura di ghisa che sostiene l'ap-parato. Al di sopra del cilindro vi èuna tramoggia C ove mettesi la cortecciasminuzzata, e ne esce fuori a poco apoco ; trovasi polverizzata a proporzioneche scorre tra la campana e il cilindro.
La campana B, cosi chiamata per lasua forma, ha l’esterna superficie guer-nita similmente di denti fusi colla stessacampana, e disposti in elica . Tutti identi sono tagliati in isghembo, e pre-sentano uno spigolo tagliente ai fram-menti di corteccia che cadono dalla tra-moggia C. Essi vengono perciò tagliatida questi denti, i quali si prolunganoverso la parte superiore della campana,e rimangono poscia macinati totalmenteda quelli che guerniscono le due super-ficie coniche.
La campana è ritenuta da un alberoverticale DD, che riceve e trasmette ilmoto di rotazione. Lo stesso albero èpiantato sopra un dado in E, ove unavite b fa ascendere o discendere la noceB, e regola lo spazio tra essa e il cilin-dro da cui dipende il grado di finezzadella polvere del tanno. Una barra at-trasversa orizzontalmente il diametrointerno della campana ed è unita soli-damente all’ albero, che entra in un oc-chio quadrato.
La piastra di ghisa F, in cima all’ al-bero DD, serve a ricevere il braccio cuiattaccasi un cavallo.
La velocità di questo mulino è di a 5rivoluzioni per minuto ; in 24 ore di la-voro macina 60 sacchi, cioè dà 7800libbre di farina di tanno. Un mulino or-dinario composto di 5 a 6 pestelli dànel medesimo tempo 2800 libbre di fa-rina di tanno colla stessa forza motrice :
Tanno
quest’ è un terzo del prodotto dell'altromulino.
Nello stabilimenio di Salleron, a Pa-rigi , una macchina a vapore della forzadi 12 cavalli, mette in moto \ mulini acampana, e produce più di 1000 libbredi tanno per ora. Ammettendo che lamacchina tagli io 3 o libbre di cortecciaper ora, risulta che equivale a 3 mulinia campana ciascuno dei quali macini 33 olibbre nel medesimo tempo.
Il mulino a campana si costruiscepresentemente anche nello stabilimentoFarcot.
Dopoché il tanno venne adoperato aconciare i cuoi, ossia a tannarli, esso ridu-cesi in una polvere vegetale inerte. Ado-prasi a diversi usi, sia come ingrasso deiterreni, sia come combustibile facendoloseccare all’aria e riducendolo in forma dicaciuole, le quali servono ad alimentarele stufe ; il basso popolo ne fa gran con-sumo, servendo esse a riscaldare econo-micamente.
Un uso più generale del tanno, dopola concia dei cuoi, è quello di servire neigiardini per conservare il calore allepiante che ne abbisognano. La lenta fer-mentazione che si sviluppa nella massane aumenta la temperatura e il calore siconserva lungamente . Questa valoneanon ha gl’ inconvenienti del letame cheintroduce umidità ed esala un odore no-civo ; essa conserva più lungamente ilcalore, il quale si rianima facilmente colrimescer la materia o aggiungendone dinuova. Ordinariamente i lotti caldi neigiardini si fanno metà di valonea nuovae metà vecchia per evitare un calor troppoforte. Si adopera appena tratta dalla fossa,perchè diseccata non serve più ; occorreanche talvolta aggiungervi dell acqua.
La coltivazione degli ananas e dellepiante tropicali non può farsi senza va-lonea : mettonsi i vasi nel letto caldo, il