Tappeto
quale non si rimesce che alla fina dell'in-verno. Il giardiniere v’introduce un ba-stone, lo lascia riscaldare, e giudica daesso se v’ abbia il calore bastante allavegetazione, o se occora moderarlo.
<Fr.)
TAPIOKA. Distinguesi con questonome, in commercio, una sostanza ami-dacea depurata, che si estrae dalla cas-sava ; la cassava è una polpa spremutae cotta della radice d’ un vegetale dettodai naturalisti Jatropha manihot.
Il tapioka, pressoché totalmente for-mato di amido , prescrivesi dai mediciagli ammalati e convalescenti, essendoesso un alimento leggero e nutritivo. Per-ciò non differisce, rispetto a questo, dallafecola di palata, e dall’ altra conosciutosotto il nome di arrow-hoot, sagù, ec.Peraltro la fecola della patata volgare(solarium luberosum) a differenza di quelladella vera patata (convolvolus batatas ) haun leggerissimo gusto meno piacevole per1’ esistenza, pretendesi, di qualche tracciad’ un olio essenziale (Y. cassava).
(P).
* TAPPA. Luogo d’ un porto doveconducono i mercanti le loro merci peresservi vendute.
TAPPETO. La fabbricazione dei tap-peti ebbe origine in Asia . I più belli,che ci servirono di modelli, ci vennerodalla Turchia e dalla Persia principal-mente ; ma gli Orientali rimasero supe-rati d’ assai. Per farsi una esatta idea diquesto bel lavoro è d’uopo aver visitatala manifattura reale dei Gobelins , cuisi è unita da alcuni anni la bella manifat-tura della savonnerie , che occupasi par-ticolarmente della facitura dei tappeti edove si veggono i più bei lavori che sipossono fare in tal genere.
Questi tessuti, eseguiti con metodi af-fatto diversi da quelli che si impieganoper fare i drappi, sono pregiabilissimi
TArPETO 4^ r
per la loro solidità e bellezza ; presentanouna superficie vellutata sulla quale vedesiespresso al naturale il disegno più finito,coi varii colori dell’ oggetto che si volleimitare.
I limiti che ci siamo prescritti in que-sto dizionario, e le molte tavole che oc-correrebbero, non ci permettono di de-scrivere questo bel lavoro come si con-verrebbe tanto più che si possono ve-derne le particolarità in un opera cono-sciutissama (Y. il T.II della classe Arti emanifatture dell’ Enciclopedia metodica,a pag. 190, ove questo importante ramod’industria venne descritto da Orlandode la Platiere, con otto tavole, ben inta-gliate che rappresentano con esattezza ivarii strumenti ed operazioni.)
Le manifatture diBeauvais, d’Aubus-son, di Felletin , vengono dopo quelladella Savonnerie , e si avvicinano più omeno alla perfezione di quella, senza peròaver potuto ancora uguagliarla ; nè sicomprende come rimangano inferioriavendo gli stessi mezzi meccanici e se-guendo gli stessi metodi.
I telai sono ad aeto-eiccio, e ve neha di grandi e di piccoli costrutti quasiad un modo. I grandi servono pei tappetidi maggiori dimensioni, i piccoli perquelli di minori; gli utensili sono assolu-tamente i medesimi.
Oltre alla perfezione cui si ridussequesta fabbricazione, anche la qualitàdelle materie ond’ è fatto il tappeto, con-tribuisce molto alla bellezza del lavoro.
L’ ordito, dice Orlando de la Platière,che può riguardarsi come la base deltappeto, si fa d’ una lana fina, ben cer-nita, di filatura uguale, torta, che non ab-bia nodi, e deve essere per lo meno a trecapi. Anche la lana che adoprasi a fareil vellutato dev’ essere di grossezza uni-forme ; le qualità principali che richie-donsi in questa lana sono la finezza e la