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mollezza che la rendono atta a meglio ri-cever la tintura e lasciarsi penetrare da 1essa, acciò la tinta continui fino al centrodelle fila spezzate.
« Adoprasi pure nella facitura di tap-peti, filo di canapa, che gettasi a guisa ditrama fra le fila dell’ ordito, per legare econsolidare il lavoro dopo ogni riga dinodi di lana del vellutato ; questo filo dicanapa molto fino perchè occupi pocoluogo, dev’ esser però abbastanza fortee resistente per reggere all’ azione depettine che lo preme con forza contro iltessuto. Alla savonnerie si suol adoprarefilo di Brettagna. Del resto la qualità dellematerie varia fino ad un certo punto, se-condo 1’ uso cui si destinano i lavori ;1' ordito e tutte le altre parti sono in pro-porzione più fine per mobiglie ed altripiccoli oggetti, che per tappeti la cui gran-dezza ed il cui uso esigono maggiore so-lidità. Le materie adoperate nelle altrefabbriche sono di qualità più inferioredi quelle usate alla Savonnerie , il che èforse la cagione dell’ inferiorità dei tap-peti ».
Rimandiamo il lettore all’Enciclopediametodica al volume citato, pei particolaridelle varie operazioni che ivi si trovanoperfettamente descritte.
De' broccati ed altre sorta di tappeti.
Adoprasi pure pei tappeti un altra spe-cie di tessuto cui si dice broccato , per-chè fatto a ricci o brocchi. E' questo undrappo vellutato a ordito e trama di filodi lino o di canapa, i cui brocchi o riccisono di lana più o meno fina. Questodrappo a fondo liscio, e i cui piccoli di-segni sparsivi uniformemente sono fatticolla tirella, suole per lo più adoperarsiper servir come di corniee ai tappeti dastanze che non sono fatti pei luoghi ovedevono restare, o sono troppo piccoli per
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coprire tutta la stanza. Questo drapponon si fabbrica però alla stessa guisa chei tappeti alla foggia di Levante. Tale fab-bricazione venne accuratamente descrittanel I tomo della Enciclopedia metodica,alla classe delle manifatture ed arti daOrlando de la Platiere pag. 4^5, cui ri-mandiamo il lettore. Nel 1823, Hecquetd’ Orvai, ad Abbeville , chiese un privi-legio di cinque anni per un perfeziona-mento nella fabbricazione di questi broc-cati ; lo si può vedere descritto nel T.XVI dei privilegii estinti, pag. 298.
Si fanno piccoli tappeti ad ago e sulcanavaccio, sopra un telaio simile a quelda ricamo. Il buon gusto e la destrezzadell’ operaia ne variano il disegno e lamaniera di lavorarli.
Enrico Laurent ad Amiens,nel 1817,prese un privilegio di dieci anni, per lafabbricazione di tappeti da piedi e da ta-vola, a doppia tessitura e a due diritti,ad imitazione di quelli inglesi. Ecco ilmodo di far tale lavoro.
Dispongonsi due orditi sullo stessosubbio ; 1’ uno d’ un solo colore, servedi fondo al tessuto, e 1’ altro compostodi fili di varii colori serve a fare diversidisegni.
Anche la trama è di due sorta ; 1’ unadel colore del primo ordito, si unisce aquello per fare il primo tessuto, 1’ altrache è di varii colori, si unisce al secondoordito per formare il secondo tessuto cheè adorno di disegni.
Quattro lame fanno muovere alterna-tivamente i due orditi, i cui fili vengonosuccessivamente alzati da una doppia ti-rella. Passasi dapprima la trama per fareil fondo della stoffa, e poscia se ne slan-ciano altre di vari colori per fare i di-segni.
Nel 1802, Chenavard ottenne un pri-vilegio per la fabbricazione di un drap-po senza cuciture di qualunque forma e