in modo da presentare una resistenza, ilsoffio si deve crescere gradatamente pelche occorre molta attenzione e pratica.
Fatta la saldatura, trattasi d’intro-durne il mercurio nel serbatoio, e sicco-me F aria s’ oppone all’ ingresso del me-tallo, bisogna dapprima scacciar quest’a-ria almeno in parte esponendo al fuocola palla. L’aria dilatata sfugge per la cimaaperta, che tuffasi allora nel mercurioben purificato colla distillazione. Col raf-freddamento la densità dell' aria internascema, e F esterna pressione fa salire unpo’ di mercurio nel tubo ed anche nellapalla. Tale operazione si rende molto piùfacile riducendo la cima aperta del tuboad imbuto in cui versasi il mercurio chesi vuol introdurre. Il fuoco che dilata1’ aria interna, obbliga quest’ aria a sfug-gire attraverso il mercurio, e ben tostoquesto ne occupa il luogo.
Quando la palla contiene un po’ dimercurio, se Io fa bollire ; allora il va-pore del metallo caccia quasi tutta F ariainterna, e ripetendo più volte la stessaoperazione, si riempie finalmente iltermometro di mercurio bollito, perfet-tamente libero d’ aria e d’ umidità.
L’ acqua è la più difficile a scacciarsi,tanto più che nel soffiare per la saldatu-ra e per fare il serbatoio vi si è intro-dotto uno strato di vapore acqueo cheè molto aderente al vetro. Indicossi adir vero un mezzo per far a meno disoffiar colla bocca mediante una fiaschettadi gomma elastica piena d’ aria che com-primasi colla mano, invece che soffiarcolla bocca; questo metodo però sembramolto imperfetto giacché nessun fabbri-catore lo adottò. Inoltre è quasi impos-sibile soffiare altrimenti che colla bocca;F atmosfera è anch’essa umida, e, da ul-timo, si deve sempre far bollire il mercu-rio. Il vapore di questo metallo sfug-gendo trae seco quello dell’ acqua, il
Termometro
quale a sì elevata temperatura ha una gran-de tensione.
L’ ebollizione della colonna capillaredomanda molte attenzioni per non rom-pere il tubo : ma riscaldando la palla ladilatazione spigne questa colonna, e lafa bollire nell’ imbuto superiore in cuipassa.
Raffreddato lo strumento, tagliasi lacima del tubo, e si fa uscire una partedal mercurio ond’è pieno, senza lasciarviveruna bolla d’ aria o di vapore interpo-sta : il mercurio non dev’ essere tropponè poco, altrimenti o rientrerebbe nellapalla nelle temperature molto basse ouscirebbe dalla cima nelle alte. Alcunisaggi e più ancora la pratica di un talgenere di lavori rendono facilissima taleoperazione. Riscaldasi quindi il serbatoioper far uscire dal tubo il mercurio in ec-cesso, e ridurne la colonna ad una lun-ghezza adattata alle temperature che devemisurare.
Allora convien chiudere il tubo sullafiamma della lampana ; ma prima si hacura di scacciar F aria dal tubo, giacchéla sua elasticità opporrebbe una resisten-za gradatamente crescente alla dilatazionedel mercurio. A tal effetto assottigliasi lacima del tubo sulla lampana, riscaldasi ilserbatoio in modo che il metallo giungafino alla cima e all’ istante chiudesi que-sta sulla lampana fondendo il vetro edandogli una certa spessezza. Il raffred-dameuto riconduce la colonna al livellodi prima e il tubo è affatto vuoto d’ariaalla parte superiore : in tal guisa evitasiF inconveniente che presentano alcunitermometri, di aver la colonna spezzatada un po’ d’aria frapposta che vi è scorsaper F agitazione datagli nel trasportarlo.Si conosce che lo strumento è vuoto diaria, quando rovesciandolo il mercuriocade a un tratto alla cima dando un pic-colo colpo a guisa d’ un corpo solido :