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Tomo XIII.
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Tintore

sciulo, sia col rosso, sia coll'azzurro, siafinalmente col rosso e coll’azzurro ad untempo in proporzioni totalmente inde-terminate.

Partendo dal fatto che il rosso, il gial-lo e l’azzurro applicati in sufficientequantità e in certe proporzioni soprauna stoffa, la tingono in nero, noi spie-gheremo :

1. Come si potranno abbrunare legamme del giallo, del rosso, dell’arancio,dell’azzurro, del verde e del violetto, por-tandovi al di sopra uno o due principiicoloranti che, con una porzione di quel-lo o dei due che già vi si trovano, pro-durranno un nero e in conseguenza oscu-reranno il colore dei bruni di questa gam-ma.

2. Come si possano concepire la mol-titudine dei neri e dei grigio, il cui nu-mero sembra assolutamente indefinito.

In fatto, supponiamo un nero normale ,un nero cioè risultante dalle convenientiproporzioni di azzurro,di rosso e di gial-lo, applicato sopra una stoffa in guisa diricoprirne tutta la superficie ; o, in altritermini, in guisa che questa superficienon rifletta che quei soli raggi che ri-flette il medesimo nero ; supponiamo inoltre che i colori costituenti il nero nor-male, vengano fissati in quantità decre-scenti, però sempre nelle proporzionirespettive costituenti il nero, sopra unaserie di pezzi di questa stoffa : si otter-ranno dei campioni degradati, tinti in ne-ro normale , i cui tuoni riflettendo piùo meno il bianco, saranno altrettante de-gradazioni di grigio normale.

Ora se supponiamo di avere una stof-fa sulla quarte l’azzurro, il rosso ed ilgiallo non sieno stati fissati nelle propor-zioni costituenti il nero normale, ma inaltre proporzioni assai prossime, atte aprodurre un colore sì carico che sembrinero, riguardato a confronto del nero

Tintore pf

normale, ne differirà pel colore che sitrova in eccesso rispettivamente al neronormale ; ne viene che si distinguerannodei neri azzurrastri , violastri , rossastri ,verdastri , e quindi anche dei grigio az-zurrastri, violastri, rossastri, verdastri,prodotti dalle degradazioni di questo me-desimo nero.

Le conseguenze precedenti, dedottedall’esperienza, sono le più proprie a spie-gare gli incupimenti delle stoffe tintesui quali ritorneremo più sotto.

Riguardo poi alla questione di saperese tutti i neri che si possono produrrein tintura rientrino nella costituzione chenoi abbiamo assegnata al nero normale ,oppure, in altri termini, se in tutti i neridel tintore indistintamente abbianvi dellemolecole che, quando fossero separate,rifletterebbero, le une l’azzurro, le altreil giallo e le terze il rosso, noi non la di-scuteremo presentemente, perchè nessu-na conseguenza potrebbesi dedurne perla pratica dell’arte tintoria.

Procureremo presentemente prenden-do per guida l'esperienza,nel render con-to di alcuni elementi dei processi più ge-nerali, coi quali tingonsi le stoffe in nero.

La noce di galla ed un sale di ferrofrequentemente usali nella tintura in ne-ro, non danno che un grigio violastrood azzurrastro.

Il pirolignito di ferro, che contieneuna materia empireumatica bruna, dà allestoffe un bruno traente al giallo verda-stro nei tuoni chiari, e al rosso marronenei tuoni oscuri.

Trattando colla galla il legnoso e laseta, e immergendoli in un bagno di pi-rolignite di ferro si può, ripetendo piùvolte queste operazioni successivamente,se credesi convenire, ottenere un nero.

La galla, il campeggio e un sale di fer-ro non producono che un violetto inten-sissimo ; tuttavia, se si applicano sulla