Band 
Tomo XIII.
Seite
124
JPEG-Download
 

ia4 Tistobe

11 grande spazio G, serve a seccare lelane dopo purgate ; esso è coperto digrossi ciottoli e si espone all’ ardore delsole, ove si diseccano prontamente.

Si rimesce la lana sovente con forche dilegno, e verso notte mettesi entro granditele,in magazzini al primo piano alfine dipreservarla dall'umidità. Se un giorno desposizione non basta a diseccarla, la siespone anche il giorno dopo fino a per-fetta diseccazione ; allora soltanto essaè propria alla tintura.

Il cortile H è destinato al servigio dellediverse officine. Le due parti rf,e, chevedonsi disegnate nella pianta con lineepunteggiate, sono sotterranee. In d vi èla cisterna contenente le acque ad usodella tintoria ; si fanno ascendere conuna tromba nel gran truogolo Z postonell’ angolo I, ad un' altezza tale chepossano distribuirsi in tutte le parti del-1’ officina ove occorrono, entro dei tu-bi guerniti di robinetti. Questa trombanon vedesi disegnata nella pianta. In etrovasi sotto terra il feltro di cui abbia-mo parlato al §. 3 delle nozioni preli-minari.

L'acqua dei fiumi che alimenta i duelavatoi giunge per un canale sotterraneoche non vedesi indicato, entra nel filtro e.e di qui cola nella cisterna d.

L’eccellente tintore di cui descriviamola bella tintoria, imaginò un metodo ingegnosissimo per fare che il bacino Z siasempre ripieno d’acqua, senza l’uopo dialcun operaio. Al di sopra del bacino Zvi è un piccolo bacino nel quale l'acquaentra dapprima per poi riversarsi nel ba-cino Z. Aprendo il robinetto posto al-l’altezza dell’operaio, egli ne fa l'uso chevuole, sia per bere, sia per lavarsi, o persciacquare qualche utensile. Siccome ilnumero degli operai è grande, la levaviene continuamente mossa tutto il gior-no ; quindi il bacino Z trovasi sempre

Tcntobp

ripieno, e l’acqua superflua rientra nellacisterna d.

L’officina delle caldaie è in I : le cal-daie sono disposte lungo due muri adia-centi come vedesi nella pianta, e sonolontane l’una dall'altra quanto basta per-chè gli operai possano agire comoda-mente sopra due terzi della loro circon-ferenza.

Yedesi l’abitazione del portinaio in Icomposta di due stanze l’una sopra l'altra.

L’ officina dei guadi li è quella ovesono posti i tini a pastello. Questa stan-za mantiensi ad una temperatura tale chei tini conservino il calore quanto è piùpossibile. Una tintoria nella quale si ado-perasse il vapore dell'acqua bollente perriscaldare le caldaie e i tini sarebbe assaipreferibile, come abbiamo esposto nellenozioni preliminari, §. 6.

Il magazzino L serve a contenere gliingredienti o le droghe per la tintura.

In esso trovasi la macchina per maci-nare l’indaco, quella per macinar la coc-ciniglia, ec.

Il lahoratoio degli assaggi è in M. Loabbiamo posto, come dicemmo superior-mente, al primo piano, perchè sia per-fettamente illuminato.

La scala figurata accanto di esso, in-dica questa disposizione. La stanza di so-pra, che comunica coll’altra L, suppliscaa questo magazzino, e serve a contenerl'indaco e la cocciniglia. Il passaggioi,i,iserve agli operai per comunicare coi la-vatoi e colle stanze L,M,N,P.

Il magazzino N è quello delle lane datingersi. Le pezze sono disposte sopradei panconi alquanto elevati, secondo'ordine dei colori che devono ricevere.

PoDgonsi ordinariamente contro unmuro i rami O, sui quali si stendono lepezze dopo tinte:si mettono sovente unadietro l’altra alla distanza di 6 piedi.

Le lane tinte mcttonsi in un magazzino