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sostanza colorante che adoprasi;ue par-leremo quando ci cadrà il destro.
Le lane o le stoffe alluminate non de-vono immergersi subito nel bagno di tin-tura, ma convien lasciarle per ventiquat-tro ore almeno in luogo fresco, stese so-pra cavalletti che non possano comuni-care alla stoffa alcuna tinta straniera. Icolori riescono più belli di quando im-mergesi nella tintura la lana appena allu-minata.
L’ esperienza apprese che l’acqaa cheservì ad un bagno di allume è preferibilead un’acqua nuova ; inconseguenza dopoun alluminatura aggiungonsi nella caldaianuove dosi di allume, e di cremor ditartaro.
E' anche certo che le lane alluminateuna seconda volta riescono assai meglio.
Della tintura.
In una caldaia della stessa capacita diquella dell’allume,si versano cinquanta sec-chi di acqua pura, alta a discioglier beneil sapone. Si fa riscaldar l’acqua, e vi simette la robbia in un sacco di tela chiara,nelle proporzioni di due once di radicein polvere per ogni libbra di lana. Nonsi lascia bollire il bagno, e si mantienesoltanto al ^5° R. Allorché il bagno èbastantemente colorito togliesi il sacco, esi lascia sgocciolare nella caldaia. Mettesiallora nel bagno la lana o la stoffa se-guendo i metodi sopra indicati. Si man-tiene la caldaia a 3o° di calore soltanto,e si rimesce per un 1 ora non oltrepas-sando 45 gradi ; la si ventila di tratto intratto. Se la robbia non tinge abbastan-za, si avvolge la stoffa sul cilindro, e sene aggiijpge un’altra quantità, per por-tare il colore al grado desiderato.
L’ operaio si serve d’ un metodo fa-cile e ingegnoso per conoscere la inten-sità della tinta del bagno. Quando il pan-
Tintoke
no è bagnato sembra di un colore assaipiù intenso di quello che sia realmente.Il tintore prende un estremità del pannoe la torce fortemente, per cui si riducepresso a poco al grado di tinta suo pro-prio, essendo questo angolo pressocchèasciutto in confronto del rimanente.
E' importante in tutte le operazionidi tintura ventilare di tratto in trattole lane. Allorché trattasi di una pezza dipanno, questa ventilazione si opera facil-mente sulla torre; egualmente per piccolipezzi di stoffa o di lana filata si è già det-to come devesi ventilarli. Pare che inquesta manipolazione contribuisca 1’ os-sigeno dell’ aria a fissare il colore.
Allorché la stoffa è tinta la si lasciasui cavalletti per qualche tempo, poi lasi lava accuratamente ; si fa poi seccarestesa sopra pertiche ingessate nel muro ;le pezze debbono esser stese su tutta laloro larghezza. La lana non lavorata sten-desi sui secatoi. Le lane filate slendonslsulle pertiche.
§. 5. Maniera con cui sì lavano le stoffedopo tinte.
Al di sopra della parte del lavatoio D,descritto al cap. I, si stabilisce un palcodella forma d’ una gran tavola di legnobianco e mondissimo, affinchè non possacomunicare alcun colore alle stoffe. Dueoperai pongonsi sugli orli del palco, nu-di gambe e piedi, mettonsi al loro didietro la pezza di panno, ne fanno pas-sare tre a quattro aune e le gettanonel lavatoio, ove con grandi pertiche li-scie e ritondate all’estremità per non la-cerare la stoffa, la agitano fortemente.Traggono poi a poco a poco tutta lapezza nel lavatoio servendosi di que-ste pertiche. Allorché vengono al termi-ne della pezza non la lasciano cadere to-talmente, ma ne ritengono l’estremità