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Tomo XIII.
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Tutore

sotto i piedi. Ritraggono la pezza collemani, e la stendono sul palco nello stessoJuogo ove Irovavasi prima, badando dinon lasciarsi sfuggire le estremità che ten-gono sotto i piedi.

Allora rivolgono la pezza, e mettonoprima la estremità eh’ era ultima ; essi lagettano nuovamente nel lavatoio, e ripe-tono la stessa operazione, finché 1’ acquane sgorga limpida. Questa operazione èsemplice, ma non facile a descrivere; con-viene vederla.

Se la pezza di panno fosse arrotolatanon sarebbe facile egualmente farla di-scendere nel lavatoio ; perciò quandoesce dalla tintura la si piega a falde l’unasopra 1 ’ altra. Quando si trae dal lavato-io piegasi nello stesso modo.

Le lane non lavoratesi sgorgano dopotinte in panieri guerniti di reti comeabbiamo detto al capo primo : le si cal-cano coi piedi finché P acqua esce limpi-da. Le matasse di lana filata si lavano amano nei panieri.

Questo è quanto possiamo dire ri-,spetto alle manipolazioni che appren-donsi più facilmente vedendole che leg-gendole.

§■ 6. Descrizione dell' officina dei guadi.

Accanto dell’ officina di tintura pro-priamente delta, trovasi quella dei guadi.

Questa officina contiene i tini delguado per tingere in azzurro. Ogni tin-tore ha almeno due e sovente cinque epiù di questi tini. Importa che sia con-tigua all’ altra officina di tintura, per ren-der facile P operazione di riscaldar i ba-gni all’ occorrenza, nonché per evitarele spese di trasporto, ec.

Questi tini hanno da sei ad otto piedidi diametro, e sei ad otto di altezza. So-no costruiti con forte doghe di legno diquercia sanissimo, ben cerchiati di ferro

Tintore

ad ogni piede di distanza. Contengonocirca quaranta mastelli, della tenuta di280 litri ciascuno. Quando sono co-struiti si sprofondano in terra, tanto chene sporgano fuori tre piedi e mezzo ondeP operaio possa più comodamente intro-durvi le lane e le stoffe da tingere. Eglimaneggia queste stoffe con piccoli un-cini doppi.

Le stanze sono per solito con pietreammattonate colte e malta. Si potrebbefare un pavimento di tavola, se ci fosseuna sufficiente ragione. I tini hanno cia-scuno un coperchio di legno formalo didue semicircoli insieme riuniti ; questacostruzione è più comoda di quello cheessendo essi di un solo pezzo.

Quando i tini non sono in lavoro sitengono chiusi coi loro coperchi, pei qualimettonsi le pezze di panno da tingersi.Il calore dei tini deve essere dal 3 o al35 ° R. Le finestre e la porta di questaofficina tengonsi sempre chiuse a fine diconcentrarvi il calore.

Non parleremo in questo luogo dellamaniera di prepararvi i tini, cioè di com-porre il bagno di tintura ; riuniremo tutte le istruzioni che si riferiscono a que-sto argomento nel capitolo riservato alleoperazioni relative ai colori azzurri; trat-teremo soltanto degli istrumenti ed uten-sili spettanti a tali officine.

Il bagno dei guadi, nei tini qui indi-cati, deve essere riscaldato di tratto intratto. A tal uopo si spilla la maggiorparte del bagno e si mette a riscaldare inuna caldaia, per poi travasarlo nel tino.Invece di eseguire quest’operazione nel-l’officina di tintura, noi proponiamo diilscaldar questo bagno nella caldaia ovepurgatisi le laue accanto di quella deiguadi. Praticando un’apertura nel murosi introduce una grondaia di legno, laquale si inclina all’uopo dal tino alla cal-daia o dalla caldaia al tino. Si abbrevia