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a tal mudo il lavoro senza sturbare leoperazioni della tintura.
Quantunque sia facile e pronto rinno-vare la temperatura dei tini, pure si pro-curò di evitar quest’ impaccio, e mante-nere il bagno ad un calor conveniente.Gli olandesi furono i primi a pensarvi, evi riuscirono. I loro tini sono, parte dipiombo e parte di rame. Essi hanno seipiedi di profondità, tre e mezzo supe-riormente di rame e due e mezzo infe-riormente di piombo. Tutta la parte dipiombo è rivestila di un solidissimo mu-ro. La parte superiore di rame è circon-data da un piccolo muro di mattoni, gros- 1so tre pollici, distante dal rame 5 polliciper tutta l 1 altezza. Questo spazio com-preso tra il muro e il tino chiudesi conun coperchio di legno di quercia, e inesso mettesi della braggia che mantieneper moltissimo tempo il calore necessa-rio, in guisa che scorrono intere setti-mane rimanendo costantemente caldi.
Ad oggetto di diminuire parte dellespese occorrenti a costruire questi tiniolandesi, venne proposto di costruire inlegno la parte inferiore; ma sarebbe que-sta una economia assai frivola a confron-to della solidità e della lunga durata deitini suddetti. Nelle manifatture impor-tanti non devesi badare alle spese quan-do ottiensi per esse una maggior sicurez-za di lavoro e una maggiore celerità nellemanipolazioni ; questo è il caso che unaprodigalità apparente diviene una veraeconomia.
Perciò descriveremo un nuovo tinoche noi abbiamo ammirato ia un bellissi-mo stabilimento, il quale non ha giammaibisogno di essere riscaldato di nuovo,conservando costantemente il propriocalore.
Questo è un tino simile all’ olandese,colla sola differenza eh 1 esso è di zincolaminalo da capo a fondo ; queste foglie
Tintore
di zinco sono assai meno care del rame,e del piombo, e possono in tintura sosti-tuirsi alle caldaie di rame e di stagno.La parte superiore è rivestita d'una cin-tura di zinco, con un fondo della stessamateria, che forma uno spazio vuoto di4 pollici. 11 vuoto superiore dei 4 pollicidi larghezza è chiuso con una laminadello stesso metallo, perfettamente salda-ta sugli orli, in guisa di formare una ca-pacità atta a contenere il vapore dell’ a-cqua bollente. Verso il fondo di questaspecie di scatola, che ha la profondità di3o pollici, vi è un robinetto a sifone. Iltutto è rivestito di doghe di legno diquercia di un pollice di spessezza cer-chiato di ferro. Queste doghe discendonosino in terra all’ oggetto di guarentire ilmetallo dagli urti o da percosse acci-dentali.
Siccome in questa tintura usasi il va-pore dell'acqua bollente, si introduce al-l’uopo questo vapore, mediante un tuboche entra nella scatola, munito d’ un ro-binetto col quale se ne regola l’introdu-zione. I vapori che si condensano ven-gono portati fuori, o si mettono in unserbatoio particolare per servire ad altreoperazioni della tintura, nelle quali oc-corra l’acqua stillata.
La cinta di legno di quercia, e il co-perchio dello stesso legno sono cattiviconduttori del calore ; perciò lo concen-trano e impediscono che 1’ aria ambienteraffreddi il lino.
Un’ora è bastante per riscaldarlo a 35°di temperatura. Con questo metodo siriscalda il tino al grado voluto per otte-nere le tinte chiare o intense, le quali di-pendono sovente appunto dalla tempera-tura. Nell’ uso che qui si fa dell’ acquabollente si riscalda il lino senza introdur-re il vapore nel bagno, e in conseguen-za senza aumentare la quantità del li-quido.