Tintore
Gli strumenti accessorii che servono a'questo genere di tintura sono:
1. Un cerchio di ferro guernito d’unaspecie di rete costruita di sottili funicelleche introducesi nel tino, e vi si mantienecon tre uncini di ferro che si attaccanoall 1 orlo del tino stesso, ad uria altezzaconveniente affinchè le stoffe non possa-no giungere alla profondità ove si lorde-rebbero invece di tingersi.
2. Una tavola di circa 6 pollici di lar-ghezza con un buco nel mezzo della suasuperficie. Iti questo buco entra una cor-da. Onesta tavola è della forma d’un arcouguale alla porzione del circolo del tino,affine di poterla applicare sull'orlo. Ser-ve all 1 operaio per separare la schiumadel bagno, la quale macchierebbe le stoffe.
3 . Degli uncini per rimescere il tinodei quali abbiamo parlato al §. 6.
4 - Una scodella di legno per metter lacalce nel tino.
5 . Riavoli per palliare il tino.
6. Una macchina per torcere i pannisopra il tino, affine di perdere meno chesi può del bagno di tintura. Questa mac-china è composta di due pezzi: 1. d’unaforte barra di ferro piegata in forma dimanovella, o per dir meglio in forma diZ, i cui angoli sono retti ; uno dei ramiè piatto ed entra nei buchi di due fortranelli piatti l 1 uno al dissopra dell’altro,praticati in uua doga, e meglio anche so-pra un pezzo di legno attaccato alla dogacon viti : questi due anelli piatti postil’uno sopra l’altro impediscono che l’un-cino giri ; l’estremità superiore dell’ un-cino che sporge verticalmente, è rifon-data, affine di non pregiudicar la stoffa ;2. un secondo uncino attaccato ad unatorre mobile il cui albero è munito diuna manovella. Si trasporta questa torremobile a canto del tino ove occorre,.e sicolloca all’estremità del diametro oppostoflll altro uncino. Ponesi la pezza sopra
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questi due uncini, e la si torce girandola manovella, e mediante due forti ba-stoni posti in croce sull’asse dell’ uncinomobile.
§.7. Maniera di tingere nei tinoa guado.
Per tingere le stoffe in guado non siseguono gli stessi metodi descritti per latintura nella caldaia. Si bagnano dappri-ma con acqua calda non bollente, poi sitorcono, e si pongono nel tino entro larete attaccata al cerchio di ferro testòcitato.
1. Se sono lane non lavorate mettonsinel tino a dieci libbre per volta ; vi simantengono per un quarto d’ora fra dueacque avendo la maggior attenzione chenon entrino a contatto dell’ aria : poi sitorcono sopra il tino per non perderealcuna porzione di bagno; traggonsi fuoriper ventilarle, e perdere il verde. Si esa-mina se la tinta è bastantemente carica,se non lo è si ripete l’operazione finchés'ottiene la intensità voluta. Devesi no-tare che quando si ottiene questa inten-sità in due operazioni successive, cioècon una seconda immersione, il coloreazzurro riesce migliore. Mentre la lana
• si lascia all’aria finché perde il verde, sifa un’altra prima immersione di dieci lib-bre di lana, si continua in tal modo pertutta quella che devesi tingere.
2. Per tingere la lana filata si segue lostesso metodo ; si ha l’avvertenza soltan-to di far passare una funicella fra le ma-tasse che formano il peso di dieci libbre,e si opera come fu detto per la lana nonlavorata sparpagliando i fili di tratto intratto, affinchè il bagno penetri dovunque.
3 . Allorché trattasi di tingere i panni,dopo aver bagnata la pezza con acquacalda, ponesi sopra una tavola accanto iltino ; l’operaio dinanzi il tino contro la