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Tomo XIII.
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Tintore

In questo bagno la si lascia raffreddare ela si tiene per ventiquattro ore come ireiprimo.

Coll’alluminatura num. 1 3 si ottie-ne un rosso vivo, e coll’altra num. i 3 bisil colore è più vago ed alquanto più chia-ro traente un poco al giallastro ; il chedipende dalla grande quantità di allumee di tartaro.

I vasi di legno nei quali si tinge de-vonsi tenere sempre netti e coperti perconservarli.

Qui converrebbe far conoscere i diversitentativi che si fecero fino al presenteper ottener colla robbia uno scarlatto si-mile a quello che ottiensi colla coccini-glia. Ci limiteremo a citare gli autori chene parlarono più assennatamente.

Nel Bollettino della Società d’ inco-raggiamento (i8i 3) si legge un rapportosopra i tentatisi dei fratelli Gonnin, tin-tori a Lione.

Dambourney nell’eccellente sua operasulle tinture solide, cita moltissime espe-rienze da lui istituite sull’uso della rob-bia, alcune delle quali ebbero una bellariuscita.

Michel, dell’ isola di Francia , perven-ne a tinger la lana colla robbia, in belcolor rosso, con un metodo analogo aquello usato dagli Armeni per tingere ilcotone.

Roard, antico direttore delle manifat-ture de’ Gobellini, fece molte esperienzeper ottenere la tintura scarlatto collarobbia.

§. 6. Deirosso coll'oricello e colcartamo.

La fugacità dei colori forniti dall’ ori-cello e dal cartamo non ci permette trat-tare di queste due sostanze. Il lettoreche desiderasse conoscere gli esperimentidi Dambourney per ottenere daU’ oricelloun color solido, e somigliante allo scar-

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latto, può consultar F opera di questoautore.

Da Beekmann si trarranno delle noti-zie sull' uso del cartamo.

§. y. Del rosso col legno del Brasile .

Allorché tratteremo della tintura infilo e in cotone, ci cadrà meglio in de-stro far conoscere le differenti sorta dilegno che trovansi in commercio ad usodi tintura. Questi legni contengono, piùo meno, un color fulvo ; ivi tratteremodei mezzi di separamelo.

I colori rossi ottenuti col legno delBrasile da Hellot, Poérner, Guhliche, eda alcuni altri non hanno alcuna solidi-tà. Ci Iimeteremo a descrivere il metododi Dambourney per ottenere un bel co-lor rosso solido.

(l4) « Io feci bollire, dice 1’ autore,in tre quarti di pinta di acqua, per mez-z’ ora un oncia di corteccia secca di bet-tulla ridotta in polvere (V. Mordenteh).In questo bagno gettai dieciotto grani dipolvere impalpabile di legno fernambucoe la feci bollire per tre quarti d’ora. Inquesto bagno misi una dramma di spa-gnoletta di lana preparata col MordenteK, la tenni per un’ora e mezza in piccolaebollizione ; essa acquistò una bella tintarosea intensa. La tintura divenne piùbella tenendola immersa per dodici mi-nuti nell’ aceto ».

Allorché Dambourney scriveva, Kur-rer non aveva scoperto il suo metodoper depurare i legni rossi dalle materiegialle. Si potranno combinare questi duemetodi di Dambourney e di Iturrer pertingere in rosso con questi legni.

Capitolo IH.

Del color giallo.

! Moltissime sono le sostanze con cui si