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Tomo XIII.
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148 Tintomi

jiuò tingere in giallo ; esse differisconotra loro per I’ abbondanza dei principiicoloranti, per la qualità della tiula, perla solidità e pel loro valore. Combinan-do queste proprietà si preferisce I' una ol 1 altra, secondo la qualità della stoffa, lecircostanze e i colori che si desiderano.

Le sostanze che tingono in giallo piùusate in tintura sono la reseda, il legnogiallo, la quercia gialla, il pioppo, l’oria-na, la serratola,la ginestra, le camomilla,il verbasco, il fien greco, la curcuma, ilcromato di piombo : tratteremo di alcunein altrettanti distinti paragrafi.

Gli alcali rendono naturalmente il co-lor giallo delle sostanze vegetali più ca-rico e più arancio ; ne facilitano l’estra-zione, ma anche la distruzione. Il solfatodi calce, il muriato di soda, il imi ria tudi ammoniaca, rendono più intenso ilcolore delle sostanze gialle ; gli acidi lofanno più chiaro ed anche più solido ;l’allume e la dissoluzione di stagno dan-no a questi colori più splendore e solidilà.

Questi sono i principii che debbonoservir di lume al tintore.

§. i. Del giallo colla reseda,

(r5) Per tingere colla reseda occor-rono due bagni, primo e secondo.

Primo bagno. Hello! prescrive quattroparti di allume ed una di tartaro persedici parti di lana.

I tintori solitamente adoprano due parlidi tartaro invece di una, e sono questele proporzioni indicate da Vilalis. Il tar-taro rende il color più chiaro e più so-lido.

Scheffer fa bollire la lana per due orecon un quarto di dissoluzione di stagno(Mordente E) ed un quarto di tartaro ;la lava prima di passarla nel secondo ba-gno di tintura. Poèrner prepara la lana

Tinto a f.

come per lo scarlatto, e assicura che ot-liensi un giallo più risplendente e piùsolido.

Secondo bagno. Si fa bollire, in unacaldaia di acqua pura, la reseda messain un sacco di tela chiara il quale si tienesommerso sovrapponendovi una croce dilegno. I tintori la fanno bollire finchéil sacco va al fondo. Alcuni aggiungonoalla reseda un poco di calce viva, e diceneri, all 1 oggetto di estrar meglio leparti coloranti e render più intenso il co-lore ; ma al tempo stesso lo alterano, elo rendono più mutabile all’ aria. Deve-si preferir l’uso del muriato di soda odel solfato di calce che rendono il colorepiù saturato e più carico.

Ilellot prescrive cinque a sei parti direseda per una parte di'lana, ma questaproporzione eccede, e ordinariamentese ne prendono da tre a quattro particome indica Vilalis ; talvolta due solebastano. La quantità della reseda dipen-de dall’ intensità del colore che vuoisiottenere.

Scheffer prescrive un metodo alquantodiverso : egli mette nell 1 acqua bollenteuna quantità di reseda uguale al pesodella lana, toglie il fuoco e copre la cal-daia. Ventiquatt’ore dopo fa nuovamentebollir la reseda e vi immerge la lana nelbagno bollente per un istante. Toglie ilfuoco, cuopre la caldaia, e lascia la lanain macerazione tutta la notte. All’ indo-mani r|lrae la lana e mette a bollire nelbagno una quantità di reseda uguale allaprima. Immerge in questo bagno nuova-mente la lana tinta, e lungamente la ri-mesce in esso senza bollire. La lana tin-ta a tal modo si avviva con una leggeris-sima lisciva alcalina fredda ; con ciò latinta acquista un altro splendore.

L’idroclorato di ammoniaca, e quellodi potassa bonificano il color giallo del-la reseda, lo rendono più brillante, più