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Tomo XIII.
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i 58 Tintore

colorir la lana col campeggio, se mollitintori non lo adoperassero, quantunqueil colore ottenuto non abbia veruna soli-dità. Noi abbiamo dei motivi assai fondatidi credere che si perverrà a render so-lido questo colore, e le esperienze da noiistituite ci confermano in tale opinione.Esporremo i migliori metodi conosciuti.

Adoprasi la decozione di campeggioappena fatta, perchè dal bagno invecchia-to ottiensi minor quantità di materie co-loranti. Si fa bollire il campeggio per dueore e mezza in la parti di acqua ; op-pure, secondo Vitalis, una parte di le-gno per 6 parti di lana con i5 a ao partidi acqua. Togliesi il legno dalla decozio-ne e si versa nel bagno una ventesimaparte di verderame. Si rimesce bene etingesi in questo bagno la stoffa tenen-dovela per circa un’ ora; poi si lava e sifa seccare.

Gli azzurri col campeggio si fannoanche in due altri modi. Col primo siprepara un bagno di campeggio, nel qualesi fa disciogliere dell'allume e del solfatodi rame ; mesciuto esattamente il liquorevi si tinge la stoffa. Se gli azzurri nonsono bastantemente brillanti si immergeil panno in una leggera lisciva di potassaun poco tepida.

Coll'altro metodo, che dà una tinta piùsolida, si prepara il panno in un bagnodi allume, e lavatolo si tinge in un ba-gno di Campeggio e di solfato di rame,seguendo le stesse proporzioni come col-l'altro metodo.

(3i) Dambourney pervenne a tingerla lana in azzurro permanente combinan-do il campeggio coll’ indaco, mediante lacorteccia di betulla.

» In tre quarti di pinta io feci bollire,die’ egli, per mezz’ ora, quattro drammedi corteccia secca di betulla ; vi aggiunsi27 grani di campeggio sfilato e conti-nuai il bollimento per un’ ora. In que-

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sto bagno tinsi due dramme di lana colpiede azzurro di tino , mezza tinta, poilavata nell’acqua, e immersa nel morden-te K ottenni un azzurro intensissimobello e permanente ».

Capitolo Y*

Dei colori fulvi.

Ci vorrebbe troppo a parlare di tuttele sostanze capaci di tingere in fulvo ;parleremo soltanto di quelle generalmen-te usate.

§. 1 . DelJulvo col malo di noce.

Le parli coloranti del malo di nocehanno molta disposizione a combinarsicolla lana che tingesi in color di nocellao fulvo solidissimo ; i mordenti sembra-no inutili alla sua solidità, nè giovanoa variare le tinte o renderle più risplen-denti. Si ottiene col mordente di allumeuna tinta più saturata e più viva. Il ma-lo di noce conserva alla lana la sua dol-cezza, e si tinge con esso in modo assaisemplice e poco dispendioso.

Nella stagione in cui colgonsi le noci,mettesi in serbo il malo riempiendone deitini e delle cisterne che colmansi d’acqua.Si conserva il malo di noce a talmodo ol-tre Un anno. Ai Gobellinisi raccoglie dueanni prima di adoperarlo, perchè forni-sce allora un color più abbondante. Ilaun odor putrido disaggradevolissimo.Devesi avere la precauzione di conser-vare i tini sempre pieni di acqua e nonmai rimuoverli, altrimenti s’introduconoi vermi e il malo perde dalla sua qualità.

(32) Per far uso del malo di noce sene mettono io a 12 secchie in 3o d’a-cqua e si mantiene la caldaia in ebollizio-ne per tre ore ; si trae fuori dall'acqua ilmalo con un schiumatolo, riempiesi la