162 Tintore
Il bagno ili nero serve in seguito atingere i grigi.
Specie di avviamento per aumentareV intensità dei neri.
(3g), Forsyth osservò che se, dopotinte le stoffe in nero, si comprimono inun bagno d’idroclorato di potassa, il co-lore diviene più intenso, più vellutato,più brillante e più durevole.
Capitolo VII.
Delle seconde tinte.
Si dicono seconde tinte , nell’ arte deltintore, le operazioni che si fanno sopranuove stoffe dopo avernetinte dcU’altre.Con una prima operazione non si esau-risce il bagno di tutta la materia colo-rante contenutavi. Quando tingesi unpanno scarlatto rimane molta cocciniglianel bagno : Ilellot considera che ne ri-manga circa una nona parte. Importaadunque di trar vantaggio da questa so-stanza, facendo uso del bagno rimanente.
Un tintore che conosce il proprio in-teresse deve attendere, per far Io scar-latto, per esempio, che gli vengano or-dinati dei colori di rosa o dei colori dicarne. Allora, dopo aver tinto lo scarlattotingerà nello stesso bagno i colori sud-detti, cominciando sempre dai più cari-chi e terminando dai più chiari.
A tal modo metterà a profitto tutlala cocciniglia adoperata.
I tintori in queste seconde tinte ag-giungano anche altre sostanze per otte-nere dei colori diversi, come sonoimor-dorè ,i cannella ec. Noi ci limiteremo a par-lare delle seconde tinte semplicemente.
Quando non si hanno stoffe da tin-gere in colori più chiari, si possono ado-perare i bagni rimanenti in altre tinture.
Tintore
Supponiamo che si abbiano venti pezzedi panno da tingere nello stesso colorescarlatto ; siccome le caldaie sono d’ unacapacità adattata alla tintura di cinquepezze in una sola volta, si dà il primobagno alle cinque prime secondo le pro-porzioni indicate al cap. II, §. I. Terminataquesta operazione, si aggiunge al bagnouna minor quantità degli ingredienti chelo compongono, supponendo che ne siarimasta una nona parte, come pensa llel-lot. Si tingono cinque altre pezze e sicontinua allo stesso modo finché abbiasiterminala la tintura di tutte venti.
Si opera nello stesso modo pel seconrdo bagno , e così si risparmiano le dro-ghe, specialmente la cocciniglia, che è dimolto valore e che, nell’esempio citato,invece di un nono se ne perderebbesoltanto un trentesimo.
Quanto dicemmo per gli scarlatti èapplicabile a tutti i colori primitivi e se-condarii. Noi abbiamo trattato dei primie passeremo a trattar dei secondi nel ca-pitolo seguente.
Allo stesso modo che ottengonsi leseconde tinte dello scarlatto si fannopur quelle dal giallo fino al colore dipaglia.
I fulvi danno per seconde tinte i no-,cella, i vigogna, ec.
Dai bagni del nero si traggono i grigi.
Non si ammettono seconde tinte neicolori azzurri ottenuti col tino a guado,perchè effettivamente le tinte vanno de-gradando a proporzione che si va tin-gendo, quando non aggiungansi nuoviingredienti. Il tino a quado fornisce az-zurri più chiari anche a proporzione chesi raffredda maggiormente ; la diminu-zione dell’ intensità delle tinte azzurrenon deriva dunque dalle stesse cagionidalle quali derivano le degradazioni delletinte scarlatto.
Non debbonsi dire perciò seconde tinte