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acqua corrente e si fa anche risciacqivnella gualchiera. Poscia si fa bollire lastoffa con allume e cremor di tartaro inquantità proporzionata alla tinta caricache vuoisi ottenere ; finalmente la sitinge per mezz’ora in un bagno giallo piùo meno forte all’uopo.
Del miscuglio del grigio e del giallo.
Il grigio è una degradazione del nero:combinando il giallo con esso ottengonsidei grigi verdastri o dei grigi giallastricbe costituiscono le tinte color d’ oliva ;quindi richiedesi che il grigio inclini piùo meno all'azzurro.
Del miscuglio del colori a tre a Ire ,a quattro a quattro .
1 tre colori, rosso, giallo e azzurroproducono insieme le tinte oliva, i grigiverdastri ed altri analoghi. Quando sitinge in colori composti, devesi comin-ciar sempre dall’azzurro per non rende-re sporca la tinta del tino.
I Ire colori, rosso, giallo e grigio dan-no la tinta foglia morta carica, e tuttequelle che seguono, arancia, oolor d’oro,cannella bruciata, tabacco, ec.
II rosso, l’azzurro e il grigio dannomolti grigi di ogni tuono, come il plum-beo, il grigio di ardesia, il violetto caricoporporino, il color di principe, ec.
Colla riunione del giallo, dell’azzurroe del grigio ottengonsi i verdi-bottiglia,i verdi-bruni, dal tuono più chiaro alpiù carico.
Capitolo IX.
Degli incupimenti.
Intendesi per incupimento l'operazio-ne con cui rendesi un colore più oscuro
Tintore
piello che trovasi quando esce dal ha*gno di tintura. Il nero o le degradazionidel nero, i differenti grigi, servono ad in-cupire i colori che debbono rimaner do-minanti, e acquistare soltanto un tuonopiù oscuro. Questa operazione rende ilcolore più solido.
L’incupimento offre moltissimi van-taggi all’arte del tintore ; egli lo usa so»vente per imitare alcuni colori che po-trebbe ottenere con altri metodi, e tal-volta anche per produrne di nuovi.
Appendice.
Notizia sopra una nuova scopertanell’arte del tintore.
Quando si tingono le pezze dei pannibianche, il colore non si fissa che soprale due superficie, e poco o nulla pene-tra internamente, per cui tagliandole colleforbici appariscono internamente biancheo d’una tinta assai più chiara. Questa èuna prova manifesta che il panno è tintoin pezza.
La Boulaye-Marillac, direttore e pro-fessore della scuola dei Gobellini, risolseil problema assai semplicemente ed inge-gnosamente. Egli fissa nel fondo dellacaldaia una specie di laminatoio, i cui ci-lindri di ferro possono accostarsi a vo-lontà e rimaner sempre paralelli. I duecilindri sono lunghi almeno quanto è lar-ga la pezza di panno, e sommersi al fon-do della caldaia.
Alle due estremità di essa vi sono duetorri, i cui assi sono paralelli ai due ci-lindri del laminatoio: la pezza, imbevutadi acqua tepida, poi bastantemente spre-muta si avvolge sopra una delle due tor-ri : la si introduce poi tra i due cilindridel laminatoio, e la si attacca all’ altratorre. Si approssimano i due cilindri