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Tomo XIII.
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TINTORE

tintura in lana. Le porte dei fornelli so-no al di fuori, affinchè il fumo e le cenerinon possano incomodare gli operai nealterare i colori. Il riscaldamento a va-pore sarebbe preferibile.

Nella stessa stanza trovasi il tino d’in-daco montato in un fornello di materia-le. Questo tino per la sua forma e perla costruzione del fornello , è diversoda quello usato per la tinture in lana.Esso è una specie di caldaia di ramedella forma di un cono tronco assai al-lungalo . La sua base superiore ha 2piedi di diametro, e la inferiore un solopiede, della forma d'una callota sferica ;l’altezza del tronco di cono è circa 4piedi. La parte inferiore è sprofonda-ta , circa un piede e mezzo , al disottodel livello del suolo. A livello del suoloil tino è circondato di un muro perpen-dicolare distante da esso, per'cui rimaneuno spazio vuoto all’ intorno più grandeinferiormente che superiormente. Que-sto muro tocca il tino sull’ orlo supe-riore e forma all’ intorno un rialzo di seipd otto pollici.

Si praticano due aperture in questomuro 1’ una verso il suolo, alta circa unpiede e larga la metà ; per essa si intro-duce la bragia.

La seconda apertura fa l’uffizio dicammino mediante un tubo di gres chevi è unito. Questo tubo s’innalza a circaI 8 pollici sopra il tino, per preservareil luogo dal fumo o dalle esalazioni dellabragia. Sarebbe utile riscaldar questo ti-no piuttosto a vapore. Esso è rappre-sentato, fino al livello del suolo, circuitodel muro col suo fornello. Se ne vede lospaccato nella fig. 1 della Tav. LV della■Tecnologia.

D, C, parte inferiore del tino sprofon-data in terra.

E, suolo della tintoria ; F, spessezzadel muro j pr, spazio tra le pareti del

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tino e quelle del muro ; L, parte delcammino che si innalza al disopra delfornello ; M, comunicazione interna delcamino collo spazio che circuisce il ti-no ; N porta per la quale s’ introduce labragia.

Oltre le caldaie e il tino di cui abbia-mo parlato, si osservano in questa tin-toria anche dei vasi parollelogrammici dirame e di legno di differenti grandezze,detti barche. Le barche sono lunghe 5piedi, 1 5 pollici larghe ed altrettanto alte.Altre più piccole hanno la metà di que-ste dimensioni, Le une e le altre di ramesono montate sopra pattini di ferro ro-tondi alle due estremità, per poterle fa-cilmente rovesciare onde vuotarne il con-tenuto. Quelle di legno hanno i pattinidi legno. Le figure 7 e 8 della Tav. LIVmostrano una barca e una barchetta dirame coi pattini di ferro.

Una lunga e forte tavola di legno diquercia, sopra 1a quale mettonsi le seteda tingere, è uno altro mobile indispen-sabile.

Finalmente gl’ islrumenti sono una cal-daia portatile, uno staccio, delle piccolebacchette di legno duro e lisce, detteparrucelli, delle pertiche o bare per ri-mescere la seta, delle barelle ove pon-gonsi e si trasportano le sete, ed altriancora che vedremmo spiegando le figure.

La figura 9 della Tav. LIV rappre-senta una piccola pentola di rame conmoltissimi buchi alla superficie ; se nevedrà 1’ uso al §. 5.

La figura io, della stessa Tav. rappre-senta un cavalletto del quale si fa moltouso in queste tintorie, massime per di-seccare le sete.

La figura 2 della Tav. LV fa vedereun operaio che torce una matassa di setasulla caviglia ; e la fig. 3 un altro operaioche la torce sulla cavigliona.i 2. La stanza destinala alla prepara-