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altra materia. Si lascia raffreddare finchevi si possa tener la mano. Immergesi al-lora la seta posta sui parrucelli e si ligiaaffinché il colore sia dovunque uniforme.E' necessario che la barca sia piena Cdoa due pollici dall’ orlo. Quindi il tintoreproporziona la grandezza della barcaalla quantità del lavoro.
Durante questa prima operazione, sifa bollire la reseda un'altra volta in nuo-va acqua, e questa nuova decozione,gettata via la metà del bagno in cui tro-vansi immerse le sete, si versa nella stessabarca, mescendo perfettamente il bagnonuovo col vecchio. Essendo il calore algrado conveniente cioè di potervi tener)u mano, tingesi nuovamente la seta stes-sa ; e si continua a ligiarla finché abbiaacquistato il colore voluto.
Mentre si tinge la seta, si fa discioglie-re circa una libbra di potassa per ventilibbre di seta. Mettevi la dissoluzione nelsecondo bagno di reseda ancor bollente.Si lascia in quiete, e quando è chiaro,se ne versa una certa quantità nel bagnodi tintura, traendo prima fuori la seta.La dissoluzione di potassa si passa a tra-verso una tela per separamele impurità.
In questo bagno s’ immergono le setee si ligiano di nuovo. La potassa rendeaureo il color della reseda.
Dopo aver ligiato la seta da sette aotto volte, si torce una matassa sulla ca-vicchia per conoscere se il colore è ba-stantemente bello. Se nonio è, si aggiun-ge un poco di alcali al bagno di tintura,e si compie l'operazione, come dicemmo,finché la seta abbia acquistatala tinta chesi desidera.
La lisciva alcalina non deve essereusata che nei gialli che devono rimaneredi questo colore ; non conviene usarlanelle sete che devonsi mettere in altrobagno di tintura, come sarebbe in un ba-gno azzurro per farle passare al color
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verde ; in tal caso 1’ alcali pregiudiche-rebbe alla tinta.
Se voglionsi ottenere dei gialli piùaurei, traenti al giunchiglia, mettesi nelbagno un poco di oriana, e si opera co-me dicemmo precedentemente.
Per tingere in giallo la seta cruda cioènon cotta, prendesi una seta naturalmen-te bianca, se anche non fosse della mas-sima bianchezza ; la si immerge nell'a-cqua, e si fa che vi penetri bene batten-dola due volte : quando la seta è beneimpregnata si torce, si pone sui parru-celli, si tinge come la seta cotta, e si faseccare allo stesso modo.
Siccome le sete crude acquistano ingenerale la tintura assai più facilmentedelle seie colle, perciò queste si tingonoprima di quelle.
Il giallo di reseda è un color solido edi buona tinta sopra la seta. Le altre so-stanze coloranti di cui abbiamo fatto pa-rola, forniscono delle belle tinte di giallatutte diverse ; basta coi diversi mor-denti, modificarne gli effetti.
Capitolo V.
Dei colori azzurri.
Fino al 1 S i i i tintori non conosce-vano che un solo metodo di tinger laseta in azzurro, quello cioè dei lini d'in-daco. In quest’ anno Raymond, profes-sore di chimica a Lione, trovò il metododi tingerla coll’ azzurro di Prussia. Ilgoverno francese pubblicò questa scoper-ta, che si rese oggidì universale.
Quantunque 1'azzurro ottenuto a talmodo sia bellissimo, brillantissimo, soli-dissimo, esso è diverso da quello dell'in-daco; e perciò si continoa ad usare l’unoe 1’ altro metodo. Anzi alcuni tintorinon usano che il tino d’indaco : perciòdescriveremo i due metodi, cominciandodal primo.