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Tomo XIII.
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180 Tintori 1 .

§. i. Deir aulirro col lino cf indaco.

Il (ino il’ indaco per la seia non è simila a quello per la tintura in lana. Al),biamo fatto conoscere la forma di questotino al cap. i.§. i, e il fornello che usasiin tal caso ; or ci rimane a indicar il me-todo di preparar il bagno, e le manipo-lazioni occorrenti per tingere.

( 3 ) Due o tre giorni prima di monta-re il tino si preparano otto libbre d’in-daco come segue : mettesi questo colorein un secchio d’ acqua calda nella qualesi lava due volte di seguito; 1’ acqua as-sume una tinta fulva. Alcuni tintori lofanno bollire in una lisciva alcalina ; maquesto metodo è da rigettarsi perchè l’al-cali discioglie l’indaco, per cui se neperde una porzione.

In una caldaia contenente circa i dueterzi del tino, che si riempie di acqua,mettonsi sei libbre di potassa della pri-ma qualità, e 20 a 24 oncie di robbiagrossamente pesta ; si fa bollire ogni cosaper circa un quarto d’ ora. Si chiudonole porte del fornello e si lascia il bagnoin quiete. Questo bagno dicesi brevetto.

In questo frattempo prendonsi 8 lib-bre di crusca di frumento, la si lava conmolla acqua per separarne la farina, e lasi spreme poi fortemente per toglierne lamaggior parte dell’ acqua.

Si pesta l’indaco, ancor hagnato, inun mortaio di ferro ; quando è ridottoin pasta, vi si versa una certa quantitàdel liquore sopraddetto, e si stempera l’in-daco. Si lascia in quiete e si decanta illiquido chiaro. Si continua a pestar l’in-daco rimasto al fondo del mortaio, e siripete 1 ’operazione di prima. Si conti-nua a tal modo finché tutto l’indaco siadisciolto nell’ alcali. Gettasi finalmentenel tino anche il sedimento. Si rimesceogni cosa e si lascia raffreddare finché si

Tintore

possa tenervi la mano. Si mantiene il ba-gno a questa temperatura finché vedesicominciare il liquore a divenir verde, im-mergendovi un saggio di seta bianca.Quando la seta vedesi tingersi in verde,si giudica che il tino è in buon stalo. Sirimesce di nuovo il tino, e si lascia inquiete finché scorgesi alla superficie unapellicola bruna dell’ aspetto del rame. Sisoffia sopra la pellicola per romperla, ese il tino è veramente in buon stato si ve-de formarsi all’ istante un’altra pellicola.Allorché questa prova riesce , i tintorisono sicuri della buona riuscita del tino.

Se il bagno manifesta i segni sopra in-dicali, si lascia in quiete per tre a quat-tro ore, poi si fa un nuovo brevetto perfinir di riempirlo. A tal uopo mettesi inuna caldaia una quantità di acqua suffi-ciente a riempire questo tino; vi si fannobollire 2 libbre di potassa e 8 oncie dirobbia come nel primo brevetto ; si versaquesta nuova preparazione nel tino, sirimesce ogni cosa, e si lascia in quietetre a quattro ore allora: il tino è in istatodi tingere. Il calore deve essere semprequello che si possa tenervi la mana.

Le sete che devonsi tingere in azzur-ro col tino d’indaco non si alluminano ;è bensì necessario cuocerle, con 35 a 4 °libbre di sapone per 100 libbre di seta,seguendo i metodi già prescritti. Deb-bonsi poi spogliarle interamente del sa-pone lavandole in acqua corrente.

Le matasse tengonsi leggere, per la-vorarle e torcerle meglio.

Siccome la seta acquista difficilmenteun colore uniforme, devonsi avere alcu-ne precauzioni. Prendesi un matterello dilegno lungo 14 pollici, del diametro diun pollice e mezzo alla metà della sualunghezza, terminando alle due estremitàdel diametro di g linee. Mettesi la ma-tassa sopra di esso, s’ immerge nel ba-gno , \i si ravvolge come quando si