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Tomo XIII.
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producenti Io stesso effetto del rubinettoa quattro fori (V. <]uesta parola): la lo-ro forma è affatto simile a quella di que-sto rubinetto, ecffeltuchè le superficiecombaciatiti sono piane in luogo di coni-che. I quattro fori sono nel piano stabileed un pezzo cilindrico poggiato su que-sto piano ha due cavità che uniscono duedi questi furi. Il pezzo cilindrico, o la vai-olila propriamente detta, gira intorno alproprio centro sopra un asse infissovi. Inalcune macchine pneumatiche e simili perevitare il guastarsi delle valvule per laproduzione del verderame che le fa tal-volta aderire con gran forza, si suno a-doperate valvule a sdrucciolo di vetro.

Ci rimane a parlare delle valvule dìsicurezza, che adopransi nelle macellineove assoggettansi 1’ aria, il vapore, o 1’ a-cqua in capacità chiuse a grandi pres-sioni. Trasmettendosi questa forza allepareti in proporzione delle superficie (Y.fluido), se oltrepassasse un dato limite,il vaso non essendo allora resistente ab-bastanza si spezzerebbe ; la macohiua nerimarrebbe distrutta e cagionerebbe gra-vi danni all’intorno.

Uno stantuffo od una valvola g (fig. gTav. LXVI delle Arti meccaniche) chiù- jde r orifizio fatto nella grossezza di uncondotto h che contiene il fluido. Questopezzo può uscire dal canale cilindrico incoi si trova, quando la pressione internabasti a vincere il peso di questa valvula gpiù quello onde la si è caricata : nonparleremo dell’ attrito che in tal caso èpiccolissima cosa. Quindi allorché la pres-sione del fluido sulla base della valvulasupera il peso di essa, questa viene sol-levata, ed il condotto i rimanendo aper-to comunica col fluido e Io lascia uscire.Si vede che la pressione non può maioltrepassare questo limite nel qual modosi assicura la macchina d’ogni pericolo.

Suppongasi che lo stantuffo g, più il

Valvoi,* ')ót

peso ond’è caricalo sia di io chilogram-mi ; che il foro cilindrico in cui esso en-tra sia del diametro di 6 millimetri: al-lora la superficie (iella sezione perpendi-colare è 28,27 millimetri quadrati ( V.circolo). Quindi il fluido che valesse a ri-spignere questo stantuffo dovrebbe equi-valere ad una potenza di 1 o chilogram-mi sopra un circolo, la cui area è di 28,27 millimetri quadrati, trascurando l’at-trito. Dividendo io per 28,27 trovasiche ogni millimetro quadrato di superfi-cie è compresso da un peso di o ,554 chi-logrammi, o 354 granirne, e quindi ognicentimetro quadrato sostiene 55,4 chi-lograrnmi (a).

La grandezza delle valvule di sicurez-za non deve già stabilirsi a caso. Se fos-se minore che non conviene la valvulapotrebbe di venire inutile. Supponiamodi fatto che ad una caldaia ove si pro-ducono ogni minuto 20 metri cubici divapore si fosse adattata una valvula il cuiforo non ne lasciasse uscire che io, ognutivede che la tensione interna andrebbesempre aumentando e potrebbe produrregli effetti più disastrosi ; e siccome accadesovente di dover arrestare una macchinaa vapore per alcuni minuti senza allentarela forza del fuoco, la valvula deve quin-di presentare tale apertura che basti tidare uno sfogo a tutto il vapore che siproduce. Tale quistione merita d’esseretrattata con importanza siccome quella

(«) Ecco gli elementi di questo calcolo.Se il peso della valvula più quello onde lasi carica è 1’ ; r essendo il raggio del cilin-dro che forma la base della valsola, trt 3, èP

1’ area di questa base, —- è il peso soste-irr 1

tenuto da ogni unità di superficie. Questopeso è espresso nella stessa unità che f ; el’unità di superficie quivi accennala è il qua-drato deli’unità lineare in cui è espresso ilraggio r .