Band 
Tomo XIX. [Supplimento.]
Seite
69
JPEG-Download
 

Choofota

di vario genere ; finalmente i furti ed iguasti sono assai più rari là dove i cam-pi sono chiusi che ove sono aperti.

Le chiudende dei boschi si fanno me-diante fossi larghi un metro e due terzie di un metro di profondità, con un ri-alzo dal lato del bosco alto a sufficienza,perchè i bestiami noi possano superare.Cingonsi anche le giovani piante con pa-lafitte, siepi morte, muri a secco, pietreposte in coltello, canicci, secondo chesi ha più facilità di procurarsi P uno oP altro di questi materiali. Quando lachiudenda dee durare molti anni, pian-tansi al di dentro delle siepi morte odelle palafitte delle siepi vive che si con-servano e crescono col rimanente.

Le chiudende di qualsiasi specie han-no sempre delle aperture che si apronoo chiudono per poter entrare nel ricin-to da esse formato ; adattansi a questeaperture rastrelli ( V. questa parola )più o meno semplici, secondo la qualitàdella chiudenda stessa.

Talvolta si fanno pure alcune chiu-dende al solo fine di vietare il passaggioai cavalli ed ai buoi, ma di lasciar pas-sare gli uomini a piedi, ponendo un pi-lastro con una crociera o quattro pila—stri aggruppati od altri simili artifizii cheobblighino a fare diversi giri in uno spa-zio angusto al che l’uomo si presta, manon i cavalli nè i buoi.

( Labbè—Oscar Leclerc Thouin. )CHIUSURA. Il circondario di uncampo, il quale chiudesi con muro, sie-pe, palizzata, fosso o in altra guisa ( V.

CHIUDENDA ). (GAGLIARDO.)

CHOOPOTA. A Sumatra distinguesicon questo nome fil jaca o artocarpusjaea dei botanici, del quale si conosconodue specie 1’ Ootan , che è quello piùapprezzato e più raro, ed il nanko cheè più comune. Il frutto d’entrambe que-ste specie sorge dal tronco, pesa fino aSappi. Dii. Teca. T. V.

ChuNro 69

5o libbre, sotto il suo inviluppo esternoe bernoccoluto sono collocati moki semi,i quali si mangiano arrostiti come le ca-stagne, e sono contenuti in una sostanzacarnosa di uno squisito sapore, ma chesembra troppo acuto a chi ne gusta per laprima volta. L’albero dà un succo bian-co, che serve a fare della paniate dalleradici affettate e bollite nell'acqua si traeuna tinta gialla. Allo stesso genere ap-partengono WSookoon ed il Calavee checrescono nella stessa isola. Il primo chenon abbonisce i semi è un vero alberoa pane simile a quello delle isole delsud e si moltiplica al pari di quello conbarbatelle. Il suo fruito si affetta e si al-lessa o si arrostiscft^poi mangiasi collozucchero da quegli abitanti che ne sonoassai ghiotti. La corteccia del Calaveeserve loro per farsene vestili. Si vedeche questi usi hanno molta analogia conquelli dell’artocarpo comune ( V. arto-carpo ). (Jossieu.)

CHOUAN. Nome che si dà ad un se-me incognito portato dal Levante, di co-lore verde giallastro e di sapore un po-co acidetto. Secondo Bosc lo si ado-pera spesso nelle tintorie, ed è forse ilseme del fieno greco ( Frigonella Jce-nwn grecum). (Jossieu.)

CIIULON. Dicesi che sia un animaledella Tartaria, della grandezza e dellaforma del lupo, di pelame lungo, mor-bido, folto e grigio. Il notiamo perchèin Russia ed alla Ghina si apprezzanomolto le pellicce di esso. Dai caratterisuddetti si è creduto riconoscere in essola lince. (F. Covier.)

CHUNNO. Gli abitanti della Virginiadistinguono con questo nome il pane cheessi fanno colla radice tuberosa della pa-tata o la pasta che levano da questa me-desima radice. Secondo il Clusio i po-poli che abitano verso Quito neH’Ameri-ca meridionale chiamano questa medesi-1 o