Band 
Tomo XIX. [Supplimento.]
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ma preparazione anche col nome dichumo.

(Jussieo.)

CIACCHERANDÀ. Specie di legnoindiano che serve di profumo.

(Alberti.)

CIANATI. Combinazioni dall’ acidocianico con le basi salificabili. Il fuocoli decompone senza farli detonare, ciòche li distingue dai cianati del Liebig ,che diconsi oggidì fulminati ( V. questaparola ). Siccome sono scoperti da pococosì non si conoscono le loro proprietàgenerali. Il più conosciuto è il cianato dipotassa. Non hanno usi.

(Antonio Brucalassi.)

CIANEA. Uno dei nomi del i.apisla-zui.i ( V. questa parola ).

(Bonavilla.)

CIANICO ( Acido). Scopertosi ulti-mamente da Serullas, il quale ne studiòle proprietà e ne diede la composizione.Non è da confondersi, coll’acido chia-mato cianico dal Liebig , che fu dimostraloessere acido fulminico (V. questa paro-la ). L’acido cianico, propriamente dettoè formato di 62,257 di cianogeno e di37,745 d’ossigeno; è senza colore nèodore e quasi affatto insipido ; solubilenell’acqua fredda e più nella bollente,insolubile nell’alcoole, e cade in efflore-scenza staudo all’ aria. Non avendo an-cora usi nelle arti, nè lasciando spera-re applicazioni importanti non descri-veremo il metodo di fabbricarlo.

(Antonio Brucalassi.)

CIANOGENO. Scoperto da Gay-Lus-sac, nel 1814, gli venne dato questo no-me (da xvam, azzurro, e ytnxa, gene-rare, produrre), perchè è uno dei prin-cipi! costituenti I’azzurro di Berlino (V.quella parola ). Abbiamo veduto nel Di-zionario quale sia la sua composizione ein qual maniera si prepari. Noteremo quialcune sue proprietà importanti a conu-

ClANOGENO

scersi ed omesse o non indicate esatta-mente nel Dizionario.

Sotto una pressione equivalente aquella di 3 e mezza a 4 atmosfere sicondensa in un liquido senza colore checonservasi tale a — 1 8 gradi e rifran-ge meno dell’acqua. La densità di questoliquido è di circa o,g, essendo 1,0 quel-la dell’ acqua ; per conseguenza sopran-nota su quest’ ultima che sembra nonne disciolga grande quantità. La manie-ra più facile di ottenere il cianogeno li-quido, consiste nell’ introdurre del cia-nuro di mercurio ben secco in un tubodi vetro ricurvo chiuso da un capo ; poisaldasi 1’ altra cima del tubo ; riscaldasiquindi la estremità del tubo dove è ilcianuro tenendo raffreddata l’altra estre-mità ove si condensa il cianogeno. Allo-ra se apresi il tubo il cianogeno si vola-tilizza rapidamente producendo freddo,ma senza esplosione.

L’acqua assorbe quattro volte e mez-za il suo volume di gas cianogeno e1’ alcoole fino a ventitré volte il suovolume. E pure solubile nell’ etere enell 1 olio di trementina. La scintilla elet-trica lo decompone a poco a poco, se-condo gli esperimenti di Davy, e se neprecipita del carbone, senza che il volu-me del gas cresca nè scemi. Decompo-nesi ugualmente il cianogeno facendolopassare sopra un ferro arroventato abianchezza, rendendosi libero il nitro-geno e deponendo il carbone sul ferro.Mesciuto col gas ossigeno può essere in-fiammato dalla scintilla elettrica e fareesplosione in vasi chiusi. Il platino spu-gnoso non basta alla temperatura ordi-naria per infiammare quel miscuglio, mase presentasi il platino quando è caldo,benché non sia rovente ad una correntedi cianogeno nell’aria atmosferica, si ve-de il metallo arroventarsi e mantenersirosso finché dura la corrente.