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Tomo XIX. [Supplimento.]
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Cigxo

lascia scorrere i fili tenendoli tesi. Met-tonsi poscia questi rocchelli in un luogofresco per dare ai fili la rigidezza che lo-ro abbisogna per le operazioni susse-guenti. Avviluppasi questo filo tl’ uncordoncino mediante le macchine cheservono a fare la Spisetta ( V. questaparola ), le piastre delle quali si farannolarghe l^i a 43 centimetri. Questi fili sitessono sul telaio, nel che fare giova diporre ogni filo sopra un cannello sepa-ralo tirato da una fune tesa con un pesoconveniente, acciocché ogni filo abbia lastessa tensione. Finalmente rendesi allagomma elastica la sua elasticità riscal-dando il tessuto con un ferro caldo odin qualsiasi altra maniera.

Si comprende che se il filo di gommaelastica non fosse stato dapprima raffred-dato e reso con ciò incapace di estender-si, essa si allungherebbe nel corso dellavoro e ristrignendosi poscia dove piùdove meno farebbe sbiecare e riuscireineguale il tessuto.

Il cordoncino, col quale copronsi i fili,serve specialmente a guarentirli dall’ at-trito contro i denti del pettine nella tes-situra.

(Maria Luigi Lambert—Saette Preuve.)

CIGNO. Questo animale, a tulli notoper la bellezza delle sue forme e per lacandidezza delle sue penne, di rado al-levasi per ispeculazione, ma spesso perabbellimento de’ giardini cui presta unaspetto romantico e pittoresco. Tuttavianon è inutile anche sotto 1’ aspetto eco-nomico, e si dice che alcuni proprietariidel norte dell’ Alemagna traggano unarendita dal possedimento d’ un certonumero <11 questi animali. Siccome perògli usi del cigno nella economia e nellearti sono piuttosto limitati, cosi non ciestenderemo a dilfusamentc discorreredei melodi di allevarlo, ma solo indiche-remo che si nutre in parte di erbe e di

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grani come l’oca, in parte <1i sostanze-animali come le anitre, mangiando i ret-fili, gl’ insetti, e specialmeute i rannoc-chii che nascono nelle acque, ove essovive, inseguendoli a grande profonditàcol lungo suo collo. Quelli che si tengo-no domestici nutronsi con frumento edavena, colle interiora degli animali, concarne trita e con altri rimasugli dellecucine. Vivono molto a lungo, affezio-nansi al luogo ove sono ben trattati enutriti. In primavera si accoppiano e lefemmine depongono ogni terzo giornosulle sponde, nei cespi d’ erba più folli,da cinque ad otto uova, che covano per5o giorni, senza esigere altre cure chequelle stesse delle oche.

I profitti che può dare il cigno sono :le sue uova bianche, grosse come unpugno, a guscio duro e buonissime amangiarsi ; la loro peluria, che è ricer-catissima per riempierne i guanciali apiumaccioli ; questa stessa peluria servea farne quei fiocchi che si adoperano perdarsi la polvere di cipro sui capelli ; lepenne delle ale che sono buonissimeper iscrivere ed assai migliori di quelledi oca, delle quali si vendono tre a quat-tro volte più care ; finalmente la lorocarne che mentre sono giovani riesce ec-cellente ed era altravolta un condimentodei banchetti de’ ricchi come quella delpavone, e che anche quando non som»più affatto giovani è tuttavia abbastanzabuona a mangiarsi.

(Bosc.)

CILIEGIA. Queste frutta sono prov-vegnenti dal ciliegio ed a tutti notissime,ed ognun sa come se ne faccia un estesoconsumo, essendo di grato sapore e sa-nissimo, e mangiandosi crude o cotte indiverse maniere, fresche o secche, natu-rali, confettale o condite con acquavi-te, af qual uopo si usano specialmentequelle ciliegie che più particolarmente