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Tomo XIX. [Supplimento.]
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ClMNDKATOIO

condizioni cui non si potea soddisfarecogli allargato! più perfetti ; era diffici-le però 1’ eseguirlo a dovere e pronta-mente guastavasi ; imperocché non viera che un angolo di tagliente, e questonon potevasi avvivare affilandolo, poi-ché in allora sarebbesi accorciato nèavrebbe più raggiunta la circonferen-za, nè per conseguenza quelle piccoleinuguaglianze che occorreva levare. In-oltre esigeva una continua vigilanza inquelli che ne facevano uso, imperocchése a caso un coppone fosse venuto a ca-dere dietro alla parte cilindrica esso spi-gneva all’ innanzi l’angolo, faceva sì chequesto tagliasse più che non si conveni-va ed il foro risultava ovale. Tuttaviasiccome prestavasi ad un offizio cui verunaltro utensile poteva servire, così lo siadoperò per molto tempo e lo si vedetuttora fra le mani di molli operai.

La pratica però e la riflessione fe-cero mutare questa prima forma e la fig.12 mostra quella che gli è succeduta eche si usa tuttora. L’utensile si lavoranella stessa maniera, se lo tornisce ugual-mente, e gli si dà pure la stessa inclina-zione nella sua parte conica ; poscia intre parti della sua circonferenzj) vi sifanno tre piani ben dritti, acciocché gliangoli semi-curvilinei che essi fanno collacirconferenza riescano più vivi che siapossibile; se si vuol renderli ancora piùtaglienti si possono passare i piani soprauna ruota da affilare ed allora questipiani diverranno concavi : quanto minoresarà il diametro della ruota più taglienteriuscirà 1 ’ angolo ; ordinariamente peròquesti piani lasciansi diritti senza inca-varli menomamente. Guardando atten-tamente la fig. i 2 e riflettendovi sopraalcun poco comprendonsi tosto i vantaggiche questa forma essa presenta e che nonsi hanno colla fig. i ì. L’utensile, la cui!sezione si vede nella fig. >2 può senzaj

Cn.iNmuToio

inconveniente affidarsi sbassando i pianifino a tanto che la sezione non sia piùche un triangolo equilatero. Le tre partilasciatesi rotonde servono di guide ; ve-runa sozzura nè rosume può introdursifra queste guide e la parete, imperciocchéogni parte sempre rotonda essendo oppo-sta alle altre due noi consente. Finalmen-te quest’utensile può temperarsi ad assaimaggior durezza del primo, il cui angoloretto sarebbe facilmente soggetto ad ad-dentellarsi, ciocché non vi è luogo a te-mere coll’angolo ottuso del secondo.

La fig. 1 3 rappresenta una forma pro-posta ancora più di recente : essa tienedue angoli di meno, ma quelli che hariescono più taglienti. Tuttavia questaultima forma presenta minore sicurezzadi quella della fig. 12, perciocché nonvi hanno se non che due guide che sioppongono ai movimenti oscillaLorii ;quando invece 1 ’ utensile a Ire punti di 4appoggio riunisce tulle quelle buonequalità che si possono desiderare. Nulla-dimeno, non essendo ancora trascorsoabbastanza di tempo dacché si è adot-talo l’uso di quest’ultima forma di ci-lindratoi, perchè si possa giudicarla die-tro 1 ’ esperienza, così non vogliamo an-cora decidere per assoluto se meriti uno di venire preferita alle altre.

E inutile il dire che questi utensiliterminansi alla parte superiore con uncodolo rotondo o quadralo che si fissasull’ asta del trapano o nell’ occhio diun giraloio.

Studiando attentamente 1 ’ effetto chedevono produrre i cilindratoi orldc ab-biamo parlato quando sono introdotti inun tubo, si vede che essi tagliano la ma"feria sopra una linea paralella all’asse inquella maniera medesima come fa loscalpello a taglio laterale che si adoperaper ingrandire le cavità e gli oggetti po-sti sul tornio in aria, e come fanno talora