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Tomo XIX. [Supplimento.]
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mai adoprarsi in tali circostanze e chein tutte Je officine di l’arigi, di Chaillot edi Charenton ed in tutti i paesi manifat-tori dell’ Inghilterra, adoprasi il cilin-dratoio ad albero girevole che venne danoi descritto nel Dizionario. Alcune av-vertenze ivi omesse sul modo di costrui-re questo cilindratoio ne sarà d’ uopo diqui aggiungere colla maggiore possibilebrevità, per intendere le quali converràtenere sotto occhio la Tav. XIII delleArti meccaniche del Dizionario.

Abbiamo veduto come la ruota F siaquella mediante la quale si comunica ilmoto alla macchina ; ora è d’uopo indicareche questa ruota viene mossa da unaruotadentata, sull' albero della quale è fissatauna grande carrucola a tre gole di va-rio diametro, la quale riceve la coreggiaeterna motrice. I differenti diametri diquesta carrucola servono per dare all’as-se A una maggiore o minore velocità se-condo la materia che si ha a lavorare.Abbiamo parimenti veduto con sufficien-te chiarezza, in qual modo la ruota Ftragga seco in giro l’albero A ed il porta-coltelli 15,senza impedir loro di scorrerenella direzione del loro asse. Crediamoperò utile di richiamare nuovamente l’at-tenzione del lettore sul modo di agiredella vite I, il quale dipende da un nuo-vo principio meccanico molto ingegnosoed importante. Il cilindratoio formatodel porta coltelli B, della ruota F e del-l’asse A e sostenuto dai guancialetti CC,avrebbe un movimento irregolare ed in-certo ; essendo orizzontale il suo pesonoi caccerebbe contro la materia chedee levare, come accade nei cilindratoiverticali ; egli è d’uopo perciò che il suomovimento sia regolato in qualche ma-niera e che v’abbia una forza che lo spin-ga innanzi e faccia tagliarei coltelli. A taleell’etto servono la vite I e la sua madre0 ; perciò la vite I dev’ essere sempre

CilÌndratoio

alquanto più lunga del tubo da cilincdrarsi. Se però questa vite fosse imme-diatamente fissata alla cima dell’ alberoA, come apparisce nella fig. 2 , si com-prende che ad ogni giro dell’albero A lavite I lo farebbe avanzare e retrocederedi quanto è la lunghezza del suo passo.Acciocché però questa vile I abbia la so-lidità necessaria, ciascun verme di essadev’ essere grosso per lo meno o m ,on,e i coltelli non possono certamente ci-lindrare ad ogni giro un pezzo di tantalunghezza ; convenne quindi cercare ilmezzo di ritardare questo movimentoper renderlo proporzionato all’ azionedei coltelli. Il primo spediente che sipresenta al pensiero si è quello di farela vite I di passo assai corto e di vermiassai fini per conseguenza; ma una vitedi tal fatta sarebbe riuscita assai debolee non avrebbe avuto la solidità che oc-corre. Per trarre a sé i coltelli contro lamateria da tagliarsi abbisogna una viterobusta a vermi quadrati come è quellaI. Questo difficile problema venne sciol-to col meccanismo che vedesi disegnatoneya fig. 1 della tavola dianzi citata.

Là dove finisce il cilindro A e comin-cia la vite I adattasi la ruota dentata J :in fianco di questa ruota vi ha un’ altraruota dentatali.che ingranisce colla pri-ma ; queste due ruote non devono ave-re lo stesso numero di denti, e la diffe-renza dev’ essere maggiore quanto piùmateria si vorrà che levino i coltelli adogni giro, e minore quanto, meno si vor-rà che taglino. Se, per esempio, si vo-lesse e fosse possibile, che ad ogni girocilindrassero un tratto pari alla metàdella grossezza di uno dei vermi dellavite I, vale a dire o m ,oo6, converrebbeche la differenza fosse d’una metà, e chela ruota J avesse, p. e., 3 2 denti e la ruo-ta K 1 6 soltanto. Se non si volesse levareche un quarto del passo della vite la ruota