q 3 ClLINDRATURA
fa col cilindratoio, alla qual parola può
vedersi descritta. (G**M)
Cilindratura della terra. Nelle terreben coltivale il Cilindro ( V. questa pa-rola ) accorre sovente in aiuto dell’erpi-ce per ispezza-re le glebe che resistono aquest’ultimo o almeno per seppellirle nelsuolo ed assoggettarle in tal guisa all’ ef-fetto di una seconda erpicatura ; quindi èche spesso vedesi l’uno di questistromen-ti succedere all’ altro sullo stesso campo.
Nei luoghi argillosi e difficili a colti-vare si può quindi considerare il cilindroquasi uno stromenlo del genere degliaratri, perciocché serve come quelli asminuzzare e tritare la terra. Nei paesisabbiosi-all’opposto il principal scopo delcilindro si è quello di rassodare il suolo edi spianarne la superficie e renderla piùcompatta, per diminuire gli effetti dellaevaporazione, e di fare in guisa che i semipossano essere con maggiore uniformitàscompartiti. A quella stessa guisa peròclic si erpicano le terre prima e'dopo diseminarle si deve anche passarvi sopracol cilindro assai più frequentemente diquello che si creda necessario in genera-le, non solo per prepararle a ricevere isemi, ma ancora per disporle favorevol-mente dopo che esse gli hanno coperti.
I cilindri destinati all’assodamento delsuolo sono lisci alla superficie. Si fannodi legno, di pietra o di ghisa ed il pesoloro deesi aumentare in proporzione del-la leggerezza o porosità del suolo.
I cilindri destinati a spezzare le glebesono invece talvolta profondamente scan-nellati, tal altra armati di molte punte,o di dischi taglienti, e talvolta finalmenteformati di regoli angolati di metallo, po-sti a qualche distanza V uno dall’ altro,in direzione paralella o perpendicolareall’ asse cilindrico del quale formano lacirconferenza.
Egli è evidente che quauto più corto
Cilindratura
è un cilindro tanto più energica è la suaaziofte, imperciocché poggia sopra un nu-mero minore di punti del suolo. Malpenserebbe adunque colui il quale perabbreviare il lavoro aumentasse la lun-ghezza di questo strumento a scapito delsuo diametro.
La maggior parte dei cilindri vengonoposti in moto mediante un telaio di le-gno o di metallo fatto in forma di staffanel quale sono imperniate le estremità dalsuo asse. I cilindri di legno e di pietrasi fanno pieni, quelli di ghisa vuoti. Itelai dei cilindri di legno si fanno ancheessi di legno ; quelli degli altri di ferro.
I cilindri Uscii molto pesanti possonoservire al pari degli altri a spezzare leglebe ; si è però osservato, e specialmentenelle terre forti e che contenevano unpoco d’umidità, che la pressione che essiesercitano può talvolta essere eccessiva,essendo bene spesso stato di bisogno difar passare sul suolo dopo di essi l’estir-patore, nou bastando l’erpice a rendereal terreno la sufficiente leggerezza. I ci-lindri a punte o a superficie scannellatanon partecipano di questo inconveniente.
II cilindro di Guillaume, detto da luirompi-glebe ( brise-mottes ), tiene ungran numero di denti di legno quadrati,lunghi circa o,'"i 35 e grossi o, m 54,pian-tati sopra un cilindro che gira in un ro-busto telaio.
Il cilindro a dischi taglienti è formaloili un cilindro di legno sul quale sono in-filati e fissati in varie guise degli anellidi lamine di metallo taglienti alla lorocirconferenza. In alcuni paesi se lo ado-pera per agevolare la prima aratura deiterreni incolti o coperti di piote. Sic-come questo cilindro agisce pel suo pro-prio peso, così non solamente se lo fa diun legno molto pesante, ma di più adat-tasi al suo telaio una cassa nella quale sipossono porre degli oggetti molto pesanti.