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Tomo XIX. [Supplimento.]
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Cipolla

antico pcgli usi economici specialmen-te nel Veronese . Il Gussone (lice di aver-lo trovalo spontaneo in alcuni luoghidella Sicilia .

Lesant di Nantes analizzò le radicidel cipero commestibile e le trovò com-poste di fecola amidacea, olio fisso, zuc-chero liquido, albumina, gomma, acidomalico, materia vegeto-animale, una so-stanza analoga al concino, dei salidi po-tassa e di calce e dell’ossido di ferro. Lafecola amidacea vi esiste in maggior pro-porzione degli altri materiali. L’olio fisso,che vi è nella proporzione d’un sesto, èd’ un bel colore d’ ambra, d’ un saporenon isgradevole, aromatico canforato, diuna densità di 0,9 1 8, poco solubile nel-l’alcoole ed un poco più nell’ etere. Glialcali lo saponificano facilmente produ-cendo più oleato e meno margarato del-1’ olio d’ uliva.

Il cipero papiro • una pianta di sei inotto piedi d’ altezza che cresce sulle rivedel Nilo e di altri fiumi dell’Africa , e chemerita di essere qui menzionata solo perla storia delle arti,essendoché non ha oraalcun uso, ma gli antichi ne adoperavanola corteccia per iscrivervi sopra, l’iiniodescrive in quale maniera se ne divides-se il caule in lamine sottili che si riuni-vano ed incollavano insieme. (V. Carta.)

(Bosc— Dcmoist de Courset — AntonioBrccalassi.)

CIPIPA. Si dà questo nome alla fe-cola levata dalla radice del inanioc quan-do se ne spreme il succo. Questa fecolache va a depositarsi in fondo del vaso,nel quale cola il succo suindicato, èbianca come quella di patate e come l’a-mido del grano, e può servire agli stessiusi. (Jl’SSIEC.)

CIPOLLA. Questa è una delle piùimportanti fra le radici che servono aduso delle mense e la cui coltivazione èpiù estesa. I prodotti che rende questa

Cipolla iig

pianta possono talvolta essere di grandeinteresse, imperocché si calcola che unettaro di buon terreno produca fino a54 o mila cipolle, le quali mettendosi iumazzi o reste di i 5 1’ uno, e vendendosiqueste a soli 5 centesimi 1 ’ uno si ha unricavato di 2000 franchi,il quale è di taleentità da lasciare largì.- campo ai pericolidi un raccolto più scarso ed alle spesedei lavori che occorrono per fare le re-ste, pei trasporti e simili. Perciò credia-mo utile trattenerci qui alquanto su que-sto importante argomento considerandoin particolar modo la coltura delle cipol-le in Italia .

Questa pianta, che è di sua natura vi-vace, si tratta e riguardasi come bienna-le. Molte sono le varietà delle cipolle esoglionsi per lo più distinguere dal lorocolore, chiamandosi cipolle bianche, ros-se, pavona%%e, ec. A noi però sembradoverlesi in due sole classi ordinare se-condo la loro forma chiamando la primatonda compressa e la seconda ovale.Parleremo qui della coltivazione dellecipolle in generale, poscia in particolaredi quella delta pomasca , e finalmenteaggiugneremo alcuni cenni sulla colturadell'aglio che può riguardarsi come unaspecie di cipolla e del quale poco abbia-mo parlato aH’articolo ad esso spettante.

Il Napoletano loda quelle della Yolluvicino alla capitale, quelle a pera edovali della rocca di Mondi-agone, ed atutte preferisce quelle di Nocera per laloro grossezza e dolcezza. Erano celebra-le ai tempi del Tanara le Gaetane inRoma e più le Beneventane . Allora, co-me oggi, pregiavansi quelle che avevansidalla Romagna , fra le quali, quelle diSant’Angelo hanno presso molti il pri-mo vanto. Quelle di Toscana , del Mas-sese, del Piemonte, di Como e d’ altriluoghi sono pur esse commendate assai.Bisogua però guardarsi bene dal voler