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•lare F assoluta preferenza piuttosto aduna che ad un’ altra sorta,' dipendendola loro bontà da quelle circostanze che, in-fluiscono eminentemente alla riuscita dimi prodotto pinttosto in un luogo chein un altro.
11 terreno che meglio conviene allecipolle è quello ifquale inclina assai piùal sabbioso che all’argilloso ; e certo rie-scono assai meglio in sabbia grassa che interreno forte ancorché grassissimo. Biso-gna pure che sia in esposizione calda ;e pierciò le cipolle nei paesi meridionaliriescono assai più belle a cose pari chein quei del Nord. Nei paesi d’Italia , lun-go il mare sono le più delicate, e le piùacri stanno nelle basse pianure. Ma ciònon basta, mentre fa di mestieri che sipossano irrigare. « Il silo vuol esser cal-do (scriveva benissimo il Tanara) ed e-sposto al sole. Ove non s’irriga vi si por-ti acqua riscaldata dal sole ».E’ osserva-zione costante che ne’ terreni argillosiassai, nei sassosi o sabbiosi, infecondi,riescono assai male, hanno un volumepiccolissimo, e non sono mai grate al•palato, ma oltremodo acri. Bisogna la-vorar bene, cioè vangare il terreno de-stinato alle cipolle, perchè sebbene ilbulbo stia alla superficie e quello di alcu-ne sorta ancora esca dalla ipedesima, purele vere radici amano di pescare profon-damente il nutrimento. Perciò fa d’uo-po triturar bene le zolle; nè si può am-mettere 1’ alternativa di alcuni che dico-no doversi lavorare o coll’ aratro, o col-la vanga la terra destinata alle cipolle, epoi coll’ erpice sminuzzare le zolle. Nonconosciamo che la vauga atta a ben pre-parare la terra per le cipolle.
Le cipolle si propagano per semi.Avvertasi che questi sono maturi quandodiseccate le foglie, il tronco incomincia adesser tutto giallo e secco. Allora tagliansii fusti, e poi si appendono esposti al gran
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sole, e si conservano in luogo secco/Non si cava dalle sue cellette, ma vi silascia sintanto che sia arrivato il mo-mento di farne uso. Il Tanara ed altrici assicurano che dura tre anni ; però noiconsiglieressimo preferire quello dell’an-no secondo, quando sia ben conservato.-Si conosce la vera epoca di tagliare i fustiquando le cellette dell’estremità dei me-desimi sono naturalmente aperte. Malapratica è quindi quella di chi dopo averlefatte diseccare al sole le apre e ne traefuori le sementi per porle in iscatolettc,in sacchetti ad involgerle fra la carta.Alcuni fanno durare questo seme sino al-1’ anno quarto. Quanto è più pesante èsempre migliore.
Le cipolle si seminano in varie stagio-ni, secondo i paesi e le specie diverse.In marzo in alcuni luoghi seminano lerosse schiacciate , e nell’ estate dallafine di luglio a tutto agosto le bianche.Altrove la semina si fa in ottobre. Infebbraio seminansi pure da altri le bian-che.
Due sono i metodi della seminagione,cioè a dimora , o per trapiantarle. Laprima, che è certamente la meno prati-cata, vuole essere fatta in modo 'che lecipolle non si tocchino l’uua coll’altra,quando sono ingrossate, quindi si richie-de una mano bene esperta, ovvero biso-gna porle in ajuole strette e divise daisoiahi entro i quali possa liberamentepasseggiare l’ortolano per diradarle osarchiarle. In generale si preferisconovivaj. In primavera ed in marzo ovveronell’estate d’autunno,preparano un pez-zo di terra del più ricco ma insieme piùsciolto che abbiasi nell’orto. Lo acconci-mano con materie delle piùstagionate cheabbiano, e soprattutto lo riducono minu-tissimo. Spargono folto il seme e poi locoprono leggermente, giacché se tropporimane sepolto non nasce. Chi le semina