giunti ad un terzo od un quarto di lorograndezza per confettarli in aceto nelmodo che indicammo nel Dizionario , oquando poco loro manca ad essere ma-turi per mangiarli in insalata. I semi rac-colgonsi, lasciando sulla pianta alcunefrutta fino a che marciscano, e possonodurare da sei ad otto anni.
( Fiuppo Re. )
CITRINO. Yale di cedro o che è delcolore del cedro. (Alberti.)
CIVAIA. Dicesi una varietà di lenteper distinguerla dalla lente palustre edalla lente di vetro.
( Giunte bolognesi al f^oc. dellaCrusca. )
CIVETTA. Serve questo uccello al-1’ uomo siccome un mezzo per dare lacaccia a molti uccelli silvani, come co-dihianchi, pettirossi, batticode, allodole esimili. Gli arnesi a ciò necessairi sono ilgabbione, i panioni ed una civetta beneammaestrata, montata sulla sua gruccia.Di tutto ciò munito il cacciatore, avanti'lo spuntare del giorno, va nel luogo oveha destinalo incominciare le sue tese.Appena l 1 oscurità è tanto dissipala dapoter distinguere chiaramente la cam-pagna, egli conficca in terra la grucciadella civetta, e P attornia, nella distanzadi cinque o sei braccia, con panioni fittiiu terra ed un poco inclinati. Ciò fatto,si nasconde dietro qualche cespuglio oin qualche fossa, e di lì fa svolazzare laCivetta , imitando nel tempo stesso il fi-schio dei diversi uccelli. l’oco dopo, tuttiquelli che sono ad una tal distanza dapoter sentire il fischio, o vedere la ci-vetta, accorrouo intorno intorno alla te-sa volando da una zolla all’altra, e desi-derosi forse di meglio esaminare quel-1’ uccello per loro sì strano, montalo suipanioni. Le loro zampo ed ali allora siinvischiano talmente, che non potendosipiq sostenere si abbandonano, ed il loro
Civetta
proprio peso staccandogli dal panionegli fa cadere, ove rimangono incapaci dimuoversi. Altri in quel tempo ne ven-gono, e come i primi s’invischiano, ca-dono, ec., talché spesse volte dieci ododici si prendono nella medesima tesa,senza che il cacciatore muovasi dal suoposto. Questa caccia dura lino verso leore nove della mattina.
Diversifica in qualche parte quandosi tende ai petti-rossi. Allora il caccia-tore, la mattina dopo che la guazza èasciugata, va per le macchie, per lefratte, lungo i boschi e siepi, in queiluoghi ove sogliono abbondare i petti-rossi. Subito che ne ode qualcuno can-tare, si ferma, pone due o tre panionisopra il macchione in cui è nascosto ilpettirosso, nei luoghi ove suppone cheP uccelletto anderà per meglio osserva-re la civetta. Di poi, fitta la gruccia iaterra, con il gabbione accanto, e ad unagiusta distanza dalla macchia, egli si ri-tira e si nasconde dietro qualche alberoo cespuglio. Se il pettirosso ha vedutola civetto, poco sta a comparir fuori delsuo nascondiglio, e nel mutar posto, nelsaltellare da un rametto in un altro permeglio osservarla, accade quasi sempreche incontra un panione, e vi resta invi-schiato : se poi ciò non segue, e che a-véndo trovato un luogo da cui possa sod-disfare comodamente la sua curiosità,da quello più non si muove, allora ilcacciatore fa scendere dalla gruccia lacivetta, e ‘nascondendola dietro il gab-bione, obbliga nuovamente il pettirossoa mettersi in moto per poterla esami-nare. La buona riuscita di questa cacciadipende dall’abilità delPucccllatore, nelsaper conoscere quali saranno i postiove il pettirosso anderà di preferenzaper esaminare la civetta, e nel metterviconvenientemente i pauioni. Siffatto ge-nere di caccia è nel maggior modo proji-
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