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de fortemente col mezzo di una leva fis-sa a cerniera nel muro, e che si può le-gare a piacimento mediante una cor-da doppia attaccata alla sua estremitàlibera e ad un anello di ferro fermato interra. Torcendo questa corda col mezzodi un bastone, si ottiene in pochi secon-di la pressione necessaria.
La molta densità dell’ ossido di man-ganese è cagione che questo si precipitiassai facilmente al fondo dei vasi, il chescema l'azione ed espone insieme i vasi arompersi quando vengono riscaldati perla loro parte inferiore..Si possono evita-re questi inconvenienti in due maniere,cioè ponendo nell 1 interno dei vasi unagitatore di legno coperto di lamine dipiombo col quale si tiene l'ossido sospe-so, il che è sempre utile; oppure riscal-dando i vasi sul loro contorno soltanto.
Allorché si adoperano vasi di terra o divetro è sempre molto importante che cia-scuno di essi occupi nel fornello uno spa-zio separato; acciocché se mai se ne rompeuno il liquido che si spande non facciarompere anche gli altri. In molte fabbri-che ogni apparato ha un fornello a par-te ; ma questa complicazione non è ne-cessaria se il fornello generale è dispostoin guisa che si possa quando si vuole in-tercettare la comunicazione del calorecon una parte qualunque di esso : senzaquesta precauzione tutto il bagno di sab-bia si riscalderebbe e si correrebbe il ri-schio di veder rompersi i vasi che si fos-sero dovuti sostituire ad altri per qual-siasi accidente. Bisogna sempre averpronti alcuni vasi di ricambio, per lo me-no uno sopra due, per non essere costret-ti ad interrompere 1' operazione se unosi rompesse.
Se la temperatura del locale ove siprepara il cloro si abbassasse fino ad al-cuni gradi sotto lo o,° l’idrato che si for-ma potrebbe allora ostruire i tubi, che
Cloro
devonsi perciò tenere d’una certa gran-dezza ; il diametro di 4 centimetri saràsufficiente.
Qualunque sia la materia impiegatal'operazione è finita quando il tubo checonduce il gas si riscalda.
Il gas passa col mezzo d’un tubo di ve-tro o di piombo in una boccia di Woulfove si lava. Questa dee avere la capaci-tà di dieci litri, dee essere munita di untubo di sicurezza, e di un robinetto de-stinato ad estrarre l’acqua che contiene,quando essa si trova carica di troppaquantità dell' acido che sempre accom-pagna il gas.
Avviene sovente che o per l’imperfet-ta chiusura de'vasi o pel rompersi di es-si diffondesi nel locale gran copia di clo-ro che nuoce agli operai che sono co-stretti a respirarlo ; si è riconosciuto peresperienza che giovava molto a preser-vare dai tristi effetti di questa inspirazio-ne il respirare dei vapori di alcoole, qinghiottire dei pezzi di zucchero inzup-pati nell’ alcoole stesso.
Raccoglimento e conservazione delcloro. Essendo il cloro di sua natuijpgasoso, come vedemmo, e suscettibile diunirsi facilmente ad altri corpi, ne segueche si può raccoglierlo in istalo gassoso,unito coll'acqua, nel qual caso prende ilnome di cloro liquido , o unito ad altresostanze. Considereremo separatamentequeste diverse maniere di raccoglimento.
Se il cloro in istato gassoso vuoisi rac-corre in una stanza od in un recipiente,mescendone una certa proporzione all’ a-ria di quello, come di fare accostumasimolte volte per la disinfezione operi’im-bianchimento, nulla vi ha di più facile,bastando porre nella stanza o nel reci-piente un vaso che contenga i materialinecessari’! alla formazione del cloro, oconducendovi questo con un tubo ; mase si vuol raccorre il gas isolalo la cosa