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Tomo XIX. [Supplimento.]
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Cloruri

iscoprire la esistenza della potassa, me-scendola ad uria soluzione satura del sa-le da analizzarsi ■ se il sale contiene del-la potassa questa precipitasi sotto forma«V un sale doppio insolùbile nell’ alcoo-le altrimenti il liquore non s’intorbida : èd’ uopo però ricordarsi cbe anche i salid’ammoniaca producono la stessa reazio-ne, pel che la sostanza che vuoisi analiz-zare dee prima calcinarsi, per essere cer-ti che non contenga alcuno di questi sali.

Clorur'o di potassa. La preparazionedi questa sostanza, conosciuta general-mente col nome di Acqua dì Javellc, edai chimici... con quello di dorilo di po-tassio, è si facile che poco avremo a direintorno ad essa ; otliensi alla stessa manie-ra che il clorato di potassa (V. questaparola ) con la sola differenza che po-ncsi nel fiasco una dissoluzione che con-tiene 7 per ioo di carbonato di potassa.Si fa passare del cloro pel liquido fin-ché ne sia saturato, e siccome il liquoreè assai diluito, così non formasi clorato.Spesso colorasi 1’ acqua di Javelle me-scendole una parte, del residuo di unaoperazione antecedente e riscaldando ;il liquore feltrato ha un colore di rosaviolaceo.

Ciò che importa generalmente nell’a-cqua di Javelle si è la sua forza scolo-rante. Per darle il saggio se ne pren-de una piccola tazza da rosolio e si ag-giunge del vino nero comune fino ache non si scolora più. Siccome quan-do la si adopera per levare qualchemacchia formasi dell’ acido idroclorico,perciò fa d’uopo sciacquare ben bene ipannilini dopo levata la macchia. Me-scendo il cloruro di potassa con un lat-te di calce e agitando ben bene si otter-rebbe del cloruro di calce, ma 1’ acquadi Javelle è migliore pel bucato dome-stico . Si può prepararla da sè con

Cloruri iSq

un apparato di Woulf e ottenerla alprezzo di i4 a i5 centesimi al litro, fa-cendo passare il ci.oro, prodotto in unode’ modi cbe indicammo a quella paro-la, in una soluzione feltrata di 2 cl,ii -,5di potassa del commercio in 4° litri d'a-cqua di fiume.

Il cloruro di potassa può servire co-me disinfettante per la dissezione deglianimali morti. Nei casi di epizoozia sipiuò usarlo pier innaffiare le scuderie, lestalle e gli ovili e lavare le mangiatoie ;ma è pirincipalmente utile nella medici-na veterinaria pier guarire la me teoriz-zazione o enfiagione dei bestiami.

Siccome col tempio si decompione escema di forza, così gioverà prepararladi fresco a misura che occorre.

Cloruro di potassio. Questo corpoera noto anticamente sotto i nomi di sa-le febbrifugo , di sale digestivo , di saleSilvio , di sai marino rigeneralo , di ma-rnato di potassa.

Si piuò produrlo facilmente di pianta,poiché il potassio pireude fuoco quandolo si introduce nel cloro secco, assorbequesto gas con rapidità e si trasforma incloruro. Lo stesso composto si riprodu-ce in molte circostanze. Si può ottenerlodecompionendo il carbonato di potassa insoluzione coll’acido idroclorico. L’acidocarbonico si sprigiona, l’idrogeno del-1’ acido e 1’ ossigeno dell’ossido formanodell’ acqua, il cloro ed il metallo si uni-scono per dare origine al cloruro di pio-tassio.

Questo composto è bianco, di un sa-pore piccante, ma un pioco amaro ; sicristallizza iri cubi od in paralellopiipedirettangolari. La sua soluzione nell’acquaesaminata con cura da Gay-Lussac, èesattamente proporzionale alla tempera-tura tra o° c i i o° centigradi.