i6a Clohori
nico. L’ acido cromico ripassa allo slato<li ossido verde; l’acido manganesico etutù gli ossidi di manganese vengono ri-condotti allo stato di protossido. L’ossidod’argento, gli ossidi di antimonio e l’ossidodi zinco sono ricondotti allo stato metal-lico. Riscaldando il protocloruro di stagnocoll’acido nitrico, la reazione è sì viva cheha luogo quasi con esplosione. In tuttequeste reazioni il protocloruro si tra-sforma in cloruro, abbandonando la metàdèi suo stagno, che passa esso stesso allostato di cloruro, se la materia, su cui siagisce, contiene del cloro, o che si tra-sforma in perossido se si opera sopra uncorpo ossigenato. Lo zolfo decomponequesto cloruro dando origine a del bi-solfuro e a del cloruro di stagno.
11 cloruro di stagno anidro è un com-posto liquido che diffonde molti fumibianchi e densi in contatto dell’ aria, eche si conosce per questa proprietà sot-to il nome di liquor fumante di Liba-vio. Questo liquido è perfettamente sco-lorito e trasparente ; è più denso del-1’ acqua ; si può farlo distillare senza chesoffra la più piccola alterazione ; bolle ai 2 0°; la densità del suo vapore è egualea 9,2, secondo l’esperienza, ma secondo ilcalcolo a 8,99. Il cloruro di stagno è in-teramente solubile nell’ acqua ed ha unagrande tendenza ad unirsi con questoliquido. Costituisce così un idrato cri-stallizzabile, ciò che spiega perchè il suovapore diffonda densi fumi nell’ aria.Questa circostanza spiega pure il per-chè abbia la singolare proprietà di so-lidificarsi e di prendere la forma cristal-lina quando vi si aggiunge piccola quan-tità di acqua, come fu osservato daAdet. Si ode una specie di decrepita-zione al momento in cui questi due cor-pi si combinano ; versando uua maggiorquantità di acqua il tutto si discioglie.Jj’ idrato di cloruro di stagno soltopo-
Cr.onimi
sto all’ evaporazione, perde al principiola sua acqua in gran parte, ma in seguitouua porzione dell’ acqua è decomposta ,si sviluppa del gas idroclorico, e restadel perossido di stagno. Il cloruro distagno non ha la proprietà di disossida-re le sostanze che vengono disossidatecosì facilmente dal protocloruro. Laon-de è senza azione sui sali di perossido diferro, sui sali di mercurio, ec. E egual-mente incapace di colorare in porporale soluzioni d’oro e di precipitarle, comefa il protocloruro.
Altre volte si otteneva col far riscal-dare in una storta di vetro munita di unrecipiente tubulato, un miscuglio di dueparti di stagno amalgamato e ridotto inpolvere e di quattro parti di sublimatocorrosivo polverizzato. Una parte dellostagno entra in lega col mercurio e re-stava nella storta : l’altra parte si combi-nava col cloro e si volatilizzava.
Si prepara in oggi col far passare delcloro secco sullo stagno riscaldato quasirovente. A questo scopo si pone in unpallone il miscuglio necessario per pro-durre il cloro. Si fa passare il gas in unprovino od in un (lasco tubulato ripienodi cloruro di calcio e si conduce in segui-to in una storta tubulata che contiene lostagno riscaldato. A misura che lo stagnosi abbrucia nel cloro e si converte incloruro, questo va a condensarsi in unrecipiente tubulato adattato alla storta.Il bicloruro cosi preparato è sempregiallo. .Contiene del cloro in soluzione.Bisogna metterlo in digestione colla li-matura Gna di stagno per alcuni giorni,poscia distillarlo con precauzione per nonvolatilizzare il cloruro di ferro che po-trebbe trovarvisi unito.
La preparazione del cloruro disciol-to presenta minore difficoltà. In fattiquasi sempre ci accontentiamo di farpassare una correule di cloro in una