Cloruri
soluzione di protocloruro di stagno ; equando non colorisce più la soluzioned’oro, si fa concentrare conveniente-mente pel suo uso.
Si può anche ottenerlo, e con mag-giore facilità, col trattare direttamentelo stagno coir acqua regia; ma questometodo, che viene abitualmente postoin uso nelle arti deve essere descrittoaltrove.
Molto prima che si sapesse in che con-sistesse il prodotto dell’ azione dello sta-gno sull’acqua regia, si preparavano nel-le tintorie pei colori scarlatti, delle so-luzioni di stagno in miscugli molto vari,ma che formavano lutti una specie diacqua regia.
Questi miscugli possono dividersi inquattro serie :
i.° Miscugli d’acido nitrico ed idro-clorico ;
a.° Miscugli d’acido nitrico e di saleammoniaco ;
3.° Miscugli d’ acido nitrico e di saimarino ;
4-° Miscugli d’ acido idroclorico e dinitro.
Spesso si combinavano insieme questimiscugli. Il risultameuto finale sarebbesempre un cloruro di stagno, se si do-sasse convenientemente. Ma. questo clo-ruro può formare un sale col cloruro«li sodio o coll’ idroclorato di ammonia-ca, ciò che è lungi dall’ essere indiffe-rente per 1’ uso, e questo stabilisce unadistinzione reale tra le ricette in cui gliacidi sono puri e quelle che sono fattecon materie saline.
In alcuue ricette vi è eccesso di aci-do nitrico, ed allora si forma del nitrato«li stagno. Quasi sempre al contrario, vimanca dell’ acido nitrico, ed in questocaso rimane del protocloruro di stagno.Si è anzi la presenza simultanea delcloruro e «lei protocloruro clic forma ii
Cloruri iG5
vero carattere della composizione di sta-gno , che tale si è il nome che si dà aquesta soluzione. Essa può dunque con-tenere
Del cloruro di stagno,
Dei cloruri doppi di stagno e di so-dio, oppure
Dei cloruri di stagno uniti all’ idro-clorato di ammoniaca,
Del nitrato di protossido di stagno,
Del protocloruro di stagno.
Per tutti i casi in cui la composizionedi stagno è adoperata se ne indicherà laricetta; poiché egli è evidente che lacomposizione che Conviene a certi usi èdiversa da quella da adoperarsi per al-cuni altri (V. tiktore).
Siamo persuasi che si potrebbe so-stituire costantemente alle composizionidi stagno ordinarie un miscuglio ottenu-to sempre identico disciogliendo unaquantità determinata di stagno nell’ a-cido idroclorico, facendo passare in se-guito nel liquore una dose calcolata didoto che condurrebbe allo stato di clo-ruro una parte nota di protocloruro, eilaggiungendo finalmente del sale ammo-niaco che dà della stabilità al cloruro distagno.
11 cloruro di stagno deve formaredei cloruri doppi assai numerosi. Unsolo è stato esaminato. Il sig. Apjun hatrovato presso un tintore dei «ristailiformati di cloruro di stagno e il’idro-clorato d’ammoniaca uniti atomo adatomo. Erano in ottaedri regolari inalte-rabili all’ aria, assai -solubili nell’ acipiafredda. La loro soluzione arrossa il gi-rasole e si intorbida quando si riscaldasino all' ebollizione. Dà un bel colorescarlatto colla cocciniglia.
Cloruro di zinco. Si ottiene col farpassare il cloro secco sullo zinco arro-ventalo 0 col disciogliere lo ziuco nel-