Cr.ci’EA
piente procurarsi ; e le aringhe non vis’incontrano. Questo pesce non è adun-que nè ì'halec o halex , nè il maenis , nèil leucomaenis nè il gcrres di’l’iinio. 11fixivii d’ Aristotele , chiamato alee dalGaza , ed il maena di Plinio sono la sie-kola.
In un manoscritto del secolo decimo-terzo, consultato alla Biblioteca Beale daLegrand D’Aussy , le aringhe sono indi-cate, sotto il nome di liearans , nel nu-mero dei pesci che si mangiano in Fran-cia ; e sono egualmente notale in un-de-creto promulgato nel i 524, da S. Luigiriguardante la vendita del pesce ; eranoadunque fin d 1 allora conosciute.
E generale opinione che gli Olandesifossero i primi a fare in grande la pescadi questo pesce; quello che villa di cer-to si è che questa li ha posti in grado,per i considerabili e sempre rinascentibenefizii che procurò loro , di soste-nere lunghe guerre contro la maggiorparte dei popoli d’ Europa , e di occupa-re un posto distinto fra le nazioni inci-vilite. La pescagione di un pesce è si-curamente un oggetto in apparenza diben poca importanza, e non per tantopel suo mezzo un paese povero e palu-doso giunse a resistere al più potentemonarca.
Calais e Dieppe disputano però sutal punto 1’ anteriorità all’ Olanda . Neldodicesimo secolo, la pesca dell’ arin-ga era praticata sulle coste di Guien-na,,neè fatta menzione negli statu-ti che la duchessa Eleonora fece pelcommercio marittimo di quella provin-cia, sotto il nome di Roole d’ Oleron .Del rimanente verso l’anno i i fio, il pa-pa Alessandro III aveva già permessoai popoli delle coste di Germania di de-dicarsi a tal genere d’occupazione la do-menica ed i giorni festivi; e questa spe-cie di privilegio sussisteva ancora in
Ci.upea ifiy
Francia Ira i pescatori di aringhe, pocotempo innanzi la rivoluzione.
Nel decimosestosecolo, già i pescatorifrancesi non più esercitavano la loroindustria sulle coste di Francia : anda-vanoj come quelli delle altre nazioni eu-ropee, su quelle delle Orcadi , d’Inghil-terra e di Scozia , ove, per evitare qua-lunque disputa, i diversi popoli, comedice Adriano Giunio, convenivano fraloro di una determinata stazione. Alloragli Olandesi, in particolare già adopera-vano per questa pesca granili reti e con-siderabili e lunghi bastimenti da essichiamati buys. Fino da quell’ epoca, visono stati degli anni nei quali hannomessi in more tremila di questi vascelli,con quattrocento cinquantamila uominidi equipaggio.
Le reti che servono a questa pescahanno presso a poco cinque a seicentotese di lunghezza. Anticamente si face-vano di filo ritorto; ma poiché durava-no un solo armo furono rimpiazzale conreti di seta che sono ancora passabil-mente buone al terzo anno, ed i coi ma-teriali si ottengono dalla Persia. Le loromaglie debbono avere almeno un pollicedi larghezza; si anneriscono al forno,affinchè il loro colore non intimorisca learinghe. La loro parte superiore è so-stenuta da botti vuote o da pezzi di su-ghero, e l’inferiore è tenuta immersa allaconvenevole profondità col mezzo dipietre o di altri corpi pesanti.
Nella pesca in grande, fatta al Norie ,è proibito di gettare queste reti avantiil a5 giugno e dopo il i5 luglio,' perciòconservasi la fregola di tutte le aringheche depongono le loro uova innanzi odopo queste due epoche.
I bauchi delle aringhe sono indicatiai pescatori dagli stormi dei gabbiani edegli altri uccelli marini che gli seguita-no e continuamente gli assalgono; lo