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Tomo XIX. [Supplimento.]
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sono pure dal gran moto delle onde nelcorso del giorno, dalla loro fosforescen-za nella notte, la quale risulta da unaquantità più o meno considerabile diuna sostanza oleosa o viscosa che vienchiamata graissin in certi paesi. Allorchénon sono sufficienti questi mezzi, vale adire, quando il pesce nuota nella piofondita, si. gettano delle lenze da fondo,adescate con piccoli crostacei, nè tardail pescatore a tirarle fuori con le aringheallorché trovasi sopra uno dei lorobanchi.

Si sceglie generalmente 1’ oscuritàdella notte per prendere le aringhe, per-ciò le reti si gettano quasi sempre di se-ra.Questi animali, come molti altri pesci,siprecipitano verso i fuochi che sono loropresentati, e si conducono nelle reti permezzo di fiaccole che si pongono in va-rie parti dei vascelli, ovvero s’innalzanosulle prossime rive.

La grandezza delle reti non permet-tono di muoverle a mano; perciò,si get-tano nell’ acqua e si tirano fuori da essacon un argano. Le aringhe si prendonoapplicando le loro branchie alle magliedelle reti, e per questo non occorre chesiano tese. Talvolta non bisogna che unmomento perchè tutta la retesia piena dipesci così ammagliati ; altre volte bastaappena tutta una marea. In generale, ri-guardasi per fortunatissima la pesca quan-do in capo a due ore conviene tirar fuorila rete ; generalmente si può anche presa-gire che sarà vantaggiosa quando ad unatempesta succede una calma accompa-gnata da nebbia ; allorché il vento soffianella direzione in cui camminano le arin-ghe, ec.

La pesca è spesso turbata dai pescicani, dalle chimere e da altri pesci vora-ci che possono lacerare le reti ovveroforzare la colonna dei pesci a prendereun’ altra-direzione.

C lupe ».

In quasi tutti i porti di Francia ovesi fa una pesca un poco abbondante diaringhe si suona una campana all’arrivodelle navi o delle barche che ritornanocariche, per avvertire i compratori, chesono rivenditori al minuto, pesciven-doli od insalatoli : i primi le vendonosul porlo medesimo ai consumatori; isecondi le trasportano nell’interno delleterre, ed i terzi le preparano per con-servarle.

A Dieppe e negli altri porli della Ma-nica, si vendono le aringhe a misura, edil loro prezzo muta spesso del doppio daun giorno all’ altro, secondo il successodella pesca. Appena sono consegnate aipescivendoli, le trasportano questi neiricinti che loro appartengono, le lavanoin grandi tinelli con acqua dolce, e leaccomodano in panieri per caricarli so-pra cavalli o in carrette. Il procurarsi learinghe non è però il tutto, bisogna an-cora conservarle : a tale effetto si prati-cano due diversi metodi, la salagione eil disseccamento.

L’ arte di salare le aringhe non è sta-ta inventata che nel XV secolo, da uncerto Guglielmo Banckals, ovvero Ben-kelings o Buckalz che altri pur chiama-no Guglielmo Deukelzoon, Questo cele-bre pescatore morì a Biervliet, nellaFiandra olandese , l’anno i447-

La patria di Buckalz gli ha dimostra-ta la sua gratitudine, inalzando alla suamemoria una tomba che gli Olandesi ve-nerano tuttora ; e sulla quale loro piacedire che Carlo Quinto andò a man-giare una aringa, quando nel 1 556 pas-sò per Biervliet con la regina d’Ungheria sua sorella. » Che la severa posterità,» dice De Lacépéde, avanti di pronun-« ziare la sua irrevocabile sentenza suv quel Carlo d’ Austria, il cui temu-» to scettro faceva chinare la metà del-» 1’ Europa sotto le sue leggi, si ram-