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Tomo XIX. [Supplimento.]
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v menti, che pieno di gratitudine pel» semplice pescatore, la di cui abilità>i nell’arte di condire le aringhe col sale» marino aveva aperta una fra le più» abbondanti sorgenti della pubblica» prosperità, depose 1’ orgoglio del dia-ii dema, chinò la sua testa vittoriosa da-ti vanti la tomba di Guglielmo Deukel-» zoon, e rese un pubblico omaggio allaa di lui importante scoperta.

I metodi di Buckalz, conservati sinoai nostri giorni, sono tuttora scrupolo-samente osservati dagli Olandesi . Perciòle loro aringhe si riguardano per le mi-gliori dell’ Europa ; ed il governo me-desimo usa d’un’atteota vigilanza accioc-ché venga mantenuta una tal riputazione.

Appena le aringhe sono tirate fuoridall’ acqua, un marinaro, che chiamasisvenlratore , le sventra, vale a dire, ta-glia ad esse la gola, ne strappa le bran-chie, ed i visceri, le lava nell’acqua sala-ta, e le mette in una salamoia tanto densache vi possano galleggiare ; quindici odiciotto ore dopo, si cavano da questasalamoia, si pongono a strali in una bot-te con una buona quantità di sale; vi silasciano sino a che il vascello sia giuntoal porto : colà si cavano dalla botte e simettono in barili ove diligentemente sidispongono le une sulle altre, con nuo-vo sale fra ogni strato e con salamoiafresca. Gli Olandesi adoperano in que-sta operazione il sale di Spagna che èstato cristallizzato senza gradazione al-l’ardore del sole, che raffinano facendo-lo sciogliere nell’ acqua marina, e nuo-vamente cristallizzare.

Si ha cura di scegliere del legno diquercia per le botti da aringhe, e di benconnetterne tutte le parti, onde non per-dasi la salamoia, ne si guastino le aringhe.Bloch però ci assicura che i Norvegi siservono per le botti del legno di abete,il quale comunica ai pesci un sapore

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resinoso molto apprezzato in certi paesidella Polonia .

Gli Inglesi fanno tutti i loro sforzi pertogliere agli Olandesi la pesca ed il com-mercio delle aringhe, ma non sono an-cora giunti in tal industria al medesimogrado di perfezione per quanto adope-rino i medesimi metodi.

Se però gli Olandesi hanno il meritodi avere imparato a salare le aringheper conservarle, devesi agli abitanti diDieppe , un’arte maggiormente utile ollapiù numerosa e men fortunata parte del-la società, cioè quella di affumicarle.

Per affumare, le aringhe bisogna te-nerle ventiquattro ore almeno nella sa-lamoia; si infilano poi per le branchiein piccole bacchette, e si sospendono inuna specie di cammini ove si fa un fuo-co di legna umide, in modo da produr-re molto fumo. Vi si lasciano esposteper altre ventiqualtr’ore.

Così ordinariamente si preparano learinghe più voluminose e più grasse. InIslanda e nella Groenlandia , gli abitantile fanno semplicemente seccare all'aria.

In Isvezia, quando la pesca delle arin-ghe è stata soverchiamente abbondante,si estrae da questi pesci dell’ olio, lacui quantità ascende presso a poco alla22 , o 23 parte del volume degli anima-li che 1’ hanno fornita. A tale effetto, sifanno bollire le aringhe in grandi cal-daie. Quest? olio è buono per ardere, edil residuo dell’operazione è un eccellen-te concime per i terreni.

Si impiegano pure frequentemente learinghe fresche o salate per esca nellepescagioni dei pesci voraci. Nel norddell’Inghilterra, si cibano i porci con gliintestini e con le branchie che si strap-pano dalle aringhe nel momento di sa-larle.

Sono stati fatti dei tentativi per assue-fare le aringhe a vivere negli spazii di