Cocchiume
rato nel tuo centro per ricevere la parteinferiore del cocchiume d’ ottone che viti caccia a forza, la quale è forata esmerigliata a cono in I, affinchè la val-vula C possa combaciarvi perfettamente.Questa valvula ha un’ asta M per te-nere a luogo la molla spirale D che pog-gia da un capo sulla valvula e dall’altrosul fondo della scatola E fissata al coc-chiume d’ ottone e assicurata su di essoa baionetta. Il suo fondo è bucato perlasciar passare 1’ asta della valvula, per-chè questa possa sollevarsi quando losvolgimento dell’ acido carbonico premesulla valvula con forza bastante a vince-re la pressione della molla. In T vedon-si alcuni fori fatti nella scatola E perdare sfogo a questo gas. Questo piccoloapparecchio rendesi assai più proprio altrasporto de’vini ancora in fermentazioneponendo 1’ asta RI e la molla della val-vula, che in tal caso devono essere sta-gnate, nell’ interno della botte, in guisache nulla vi abbia che risalti oltre allasuperficie del cocchiume di legno, comeindica la fig. 5. In tal caso 1’ asta RI, sifissa a vite sulla valvula C dopo averlainfilata nella molla. Un anello N, fissatoanch’ esso a vite sulla valvula, serve asollevarla nel caso che la molla fossetroppo forte o non agisse a dovere. Perrotolare la botte si svita l’anello N.Con questo cocchiume non occorre piùdi metterne uno cacciato a forza ed as-sicurato con istrisce di cuoio inchio-date. Vedesi in P una lamina d’otto-ne attaccata sotto del cocchiume di le-gno e che ha un foro per lasciar passa-re 1’ asta ; serve a dare un appoggio allamolla ed a guidare la valvula. Questococchiume potrebbe aversi per due fran-chi, se lo si facesse di latta.
Allorché il vino è in fermentazioneaccostumano alcuni lasciare la botte sce-ma affinchè la spuma non esca, ma possa
Cocchiume
a lungo andare deporsi e cadere al fondo;altri però accostumano.invece aggiugne-re ogni giorno un po’ di vino affinchè laspuma e le sozzure che la fermentazioneconduce alla superficie vengano caccialefuori pel cocchiume. In quest’ ultimocaso però il vino che esce, non solo vaperduto , ma bagnando il suolo dellacantina fa marcire i cercini e comunicaal vino un ingrato odore. Cercossi peròdi ovviare a questi inconvenienti adat-tando al cocchiume una doccia di lattala quale conducesse in una conca di le-gno lutto il vino che esce nella fermen-tazione e pel riempimento e si trovò cheil risparmio era di '/z5 del vino.
J. Ch. Herpin studiossi di unire ivantaggi di dar uscita dalla botte allaspuma, al fermento ed alle impurità ileivino, senza perdere punto del liquidoconservando il gas carbonico che accre-sce forza al vino. Imaginò egli a tale og-getto uno strumento, il cui uso cominciaad introdursi nei vigneti francesi.
Questo strumento riunisce le seguentiqualità: i. Agevola l’uscita della spu-ma e delle materie eterogenee del licorein fermentazione, poiché è assai megliofar uscire queste sostanze che obbli-garle ad attraversare il vino per unirsialla feccia ; 2 . Impedisce la perdita delvino che esce colla spuma e la evapora-zione di esso; 5. Produce l’effello d’unavalvula che serve a trattenere il gas nel-la botte; 4- Procura la facilità di riem-piere la botte quando si vuole senza pe-rò lasciar sfuggire il gas.
Questo strumento eumponesi di treparli ; i d’ un lungo tubo od imbuto A,(fig. 4) pel quale versasi il vino perriempiere la bolle; alla sua parte supe-riore è chiuso con un turacciolo di so-vero ; i. d’ un tubo ricurvo I1F, desti-nato a lasciar uscire la spuma ed il gas.Queste due parti attraversano un eoe-