Cocomf.ho
nome (lei paese da cui sono venuti. Es-sendo questi stali ritrovati di un saporee di una grazia superiore ai nostrali, sicoltivano al presente da molti in prefe-renza dei primi. Una delle principali at-tenzioni per fare con profitto una se-mina di cocomeri è la scelta del terreno.Deve esser questo di piano, sciolto, pa-stoso, e di buon fondo, in luogo como-do per adacquarsi, arioso e facile a sco-lar 1’ acqua. Il terreno forte, e che nel-1’ estate serra e spacca non è solamentepoco adattato a far prosperare questapianta, ma onninamente contrario. Laterra troppo arenosa, rimanendo facil-mente prosciugata, si rende incapace disomministrare e mantenere alla delicatapianta de’ cocomeri il necessario alimen-to, restando inattiva nel maggior biso-gno. Nella nostra pianura pistoiese nonv’ è un luogo speciale in cui si vedanoprosperare più che altrove,essendo tuttaadattata per questa semina. Alcuni dan-no la preferenza alle terre di Tignole,della Ferruccio, di S. Sebastiano, per es-ser terre piùfonda te ; ma siccome gli stratidella terra non sono eguali da per lut-to, incontrandosi in un medesimo pode-re, e talvolta ancora in un medesimocampo, della terra arenosa, ghiaiosa, ebuona; perciò dovrà scegliersi quel cam-po che conterrà la sopra indicata terra,cioè sciolta, pastosa e di buon fondo.
» Determinato il campo in cui vogliafarsi la semina dei cocomeri ( il quale sisceglie tra quelli destinali a rinnovarsicolla vangatura dopo che si sono levaligli strami e rape per pascolo del bestia-me) si procede alla vangatura. Deveque'sta eseguirsi dal principio di aprilesino ai ao del detto mese, osservandoche la terra sia asciutta, vangando erivoltando la terra a profondità maggioredi un braccio ( o m ,583 ). Si procuri neltempo stesso di nettarla bene dalle bat he
Cocomero iqr
delle erbe, e specialmente dalla grami-gna che facilmente alligna in questa qua-lità di terreno.
» Due o tre giorni dopo che è statafatta la vangatura, e ripulita esattamentela terra dalle erbe sopraddette, si riducala superficie del campo in modo che f leacque piovane possano avere un prontoscolo; quindi si erpichi più volte e perpiù versi, sminuzzando e stritolando lepiù piccole zolle.
» Dopo quattro o cinque giorni, che ùcompito questo lavoro, cioè, il 24 o a5di aprile, si apra il terreno coll’ aratrogrande, come si pratica per dissodare, esi facciano i solchi da tramontana a mez-zogiorno, larghi 2 palmi e (o"y35),compreso il lembo o sia ciglio. Aratain tal modo la superficie si mettono duesolchi insieme, tirando col marrone unlembo ridosso all’ altro, in modo cheformino una sola porca, larga circa cin-que palmi ( i'“, 47), la quale dalla partodi levante resti bassa al pari del fondodel solco fatto coll’ aratro, e la parte diponente resti sollevata di tutta Taltezzadel lembo. Ciò si pratica non tanto pelpronto scolo delle acque (pianto ancoraperchè il sole riscaldi più presto il ter-reno, faciliti ed acceleri la nascila deisemi, che tosto s’ internano colle lorobarbe nel terreno.
» Preparate e disposte in tal manierale porche, si facciano iri mezzo di essecolla vanga le buche largire due palmi emezzo (o/n,eòo) per ogni verso, e due( o„„588 ) profonde, acciò siano capaci(li staia uno e mezzo (37 litri) (li con-cime, preparato come si dirà in appres-so, e lontane una dall'altra dodici palmi( Sn 2 ,53 ) sterzate in maniera di rombi.Vi si rilette poi il concime nella quantitàsopra indicata, avvertendo di pigiai lomediocremente per non diminuire lasua attività. Si ricopra in seguito con