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Tomo XIX. [Supplimento.]
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»g8 Codi

Linn. J Quasi tutti quelli che studiaronole graminacee dei prati convengono nelriguardare questa pianta come una dellepiù utili per la precocità e per l’abbon-danza del suo foraggio, il quale, benchéun po’grosso, pure conviene ugualmentea tutti i bestiami ed in particolar modoai cavalli ed alle vacche.

La prontezza con cui compie le variefasi della sua vegetazione, la quale è sigrande che'se lo vede bene spesso get-tare due volte nello stesso anno quandovenne falciato per tempo, rende moltodifficile d’unirlo con altre graminacee;havvene però alcune come il loglio, lasagginella e varie buone specie che giun-gono al momento di essere falciate quan-do gli steli della coda di lepre sono an-cora succulenti.

Questo foraggio ama la freschezza, mateme altrettanto una umidità stagnante.Conviene particolarmente alle prateriebasse, agli stagni diseccati, ma riuscireb-be assai male sui terreni paludosi. Nonteme i freddi anche de’ paesi meno me-ridionali dei nostri, quindi lo si può se-minare in autunno od in primavera, spar-gendone circa 20 chilogrammi di semeper ogni ettaro.

(Oscar Leclerc Thouin.)

Coda di poppa. Quel cavo con cui siormeggia la nave dalla poppa.

(Stratico.)

Coda di rondine. Chiamasi in tal guisanelle Arti, e specialmente in quella del le-gnaiuolo, un mezzo di commettere o ca-lettare due pezzi diversi che fanno unangolo fra loro che per lo più suol essereretto. In alcuni casi, ma più di raro,la commettitura a coda di rondine, servead unire de’pezzi capo a capo (V. CALET-TATURA , COMMETTITURA, e LEGNAIUOLO).'

Vi sono due sorta di commettiture a co-da di rondine, quelle a coda intera chesono le più comuni, e quelle a coda co-

Coda

pèrta o nascosta , che non si adoperanoche nei lavori più diligenti e finiti. Cioccuperemo dapprima della coda di ron-dine intera o palese.

Non si possono solidamente riuniròdue cime di legno, di metallo o di qual-siasi altra sostanza che inserendo la ci-ma d’uno dei pezzi nella cima dell’altro :se questa commettitura si fa medianteintaccature quadrate d’ ugual larghezzasi fa una indentatura , come quando in-crociansi le dita delle due mani. Una si-mile commettitura però non tiene se nonsi fissa, con colla, con chiodi o cavic-chie ; si vede però facilmente che terrà diper sé, quando le intaccature in luogo diessere quadrate abbiano forme trapezoi-dali e la parte più larga di esse trovisi nelfondo e la più stretta sul dinanzi. Allor-ché i denti di un pezzo sono introdottinei vani dell’altro, noi) si possono piùfar uscire tirandoli in direzione per-pendicolare alla loro linea di unione. Per: disunirli converrà far iscorrere i pezzi'in una direzione paralella alla linea dicongiungimento anzidetta : tale si é la

calettatura a coda di rondine. Nel legna-me si eseguisce con seghe a dentaturafina e con uno scalpello proporzionatoalla grandezza delle intaccature. Si de-vono segnare diligentemente e seguirecon esattezza i contorni : una calettaturaa coda di rondine fatta a dovere è unsaggio sufficiente per conoscere la abi-lità d' un operaio. Le code di rondinedevono in alcuni casi stabilirsi con qual-che attenzione e adattarsi allo sforzo cheil pezzo calettato dee sostenere. Nel pez-zo anteriore d’ una cassella d’armadio,per esempio, se la parte più larga dellecode non fosse nella direzione in cuivengono ad essere tirate, il pezzo ante-riore venendo tirato all’innanzi ed op-ponendosi a questo movimento la resi-stenza delle altre parti della cassella per