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alla sommità « 5 piedi e mezzo di altez-za. Essa contengono ^Soo ls.il. di car-bone.
Quando le tavole, sono disposte e be-ne assicurate, si pianta nel centro dellacarbonaia una pertica alla quale mettonocapo sei pertiche coniche poste a distan-ze eguali. Ma siccome ciascuna linea è didodici fori, così rimangono sei fori libe-ri, pei quali si fanno passare delle per-tiche più corte che vanno a riunirsi obli-quamente alle precedenti.
Si carica quindi dicarbon fossile sinoa 2 o 5 pollici al di sopra di questo si-stema di pertiche, indi se ne stabilisce unsecondo, che si dispone nello stesso mo-do, i cui raggi però non sono al di so-pra di quelli del piimo piano, ma alter-nati con quelli. Si carica di nuovo delcarbon fossile, si dispone il terzo ordinedi pertiche e in line si compie la carbo-naia.
Siccome la corrente esige più cammi-ni, se ne formano di più piccoli, ponen-do sid primo sistema di pertiche altrepertiche verticali che s’ innalzano unpoco al di sopra della som mila dellacarbonaia.
L’ estrazione delle pertiche si esegui-sce come nelle carbonaie prismatiche;,l’accensione si effettua nello stesso modo,come anco il ripianente dell’operazione.
Opponiamo Qraa questo metodo sem-plice ed economico i metodi usati inalcuni altri stabilimenti. Si può farseneuu'idea generale dietro ciò che diremosulla fabbricazione del nero fusto, poi-ché la combustione viene eseguita infornelli di carbon fossile, in parte similia quelli e nei quali riesce imperfetta.
Il metodo introdotto nelle fucine diDundonnald è uno de’ più semplici ;consiste esso nell’uso di una vasta fornaceemisferica il cui suolo è piano. Si ca-rica il carbon fossile per l’apertura supe-
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riore, e lo si distende in modo che abbia'una grossezza di cinque piedi sul suolo;'si chiude in seguito 1 ’ apertura lateralecon dei mattoni ; si dà fuoco al carbonfossile, e quando il fumo cessa, si ottu-rano successivamente le aperture lascia-tesi tanto alla porta, quanto sulle pare-li della fornace. Finalmente, quando sivuole spegnere il fuoco, si chiude l’o-rifizio superiore còl mezzo di una lastradi ghisa. In una fornace di io piedi didiametro interno sopra 8 d’ altezza in-terna, si possono carbonizzare gooo chi-logrammi di carbon fossile in quaran-tott’ore, che è la durata di ciascuna ope-razione (a).
Si è anco fatto uso di una fornace a ri-verbero a doppio ingresso il quale riscal-dasi a rosso, poscia si pulisce una metàdel suolo, la si copre di uno strato dicarbon fossile minuto di sei pollici digrossezza, e si chiude la porta. Si fa al-trettanto dall’ altra parte, ma si lascia laporta un poco aperta perchè l’aria viabbia accesso. Quando il fuoco è ben ac-ceso, si chiude la porta, e in capo a seiore la carbonizzazione è compiuta, sup-ponendo che il suolo abbia g piedi dilunghezza sopra 7 di larghezza. Si ritirail coke estinguendolo coll’innaffiamento,o lasciandolo aneo estinguere da sé stes-so col distenderlo sul terreno in sottilistrati, e si ricarica H fornello. E facile divedere che si possono unire molli for-nelli insieme per economizzare i mattonie la mano d’ opera.
In questi due metodi si possono di-sporre le cose in modo da non perdereil catrame che si sviluppa col fumo. Ba-sta per ciò dirigere questo fumo in lun-ghi tubi raffreddati che comunichino couserbatoi, dove il catrame si condensi.
(a) V. Annali delle miniere, n.° 100, pag.
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