impastando prima con acqua fredda lafarina di riso, facendola bollire a fuocolento, in guisa da ridurla in una polti-glia chiara e bianca. Questa colla è mol-to migliore di quella di farina per soli-dità, durala e bianchezza, ed è ottimaper unire carta e cartone. Dandole laconsistenza del gesso se ne possono farebusti, bassi-tilievi, vasi antichi e simili, iquali oggetti, quando sono seccali, pos-sono ricevere un bel polimento, e dura-no molto a lungo. (G.**M.)
Colla di rosso d'uovo. Si fa batten-do il rosso dell’ uovo, e tritando in essoun ramoscello tenero di fico. Serve pertemperare i colori da darsi sui muri sec-chi o sulle tavole a tempera, e si posso-no con essa stemperare tutti i colori, ec-cettochè il bianco di calcina, per esserequesto troppo forte. (Baldinuccx.)
Colla forte. Da quali diverse mate-rie animali traggasi questa colla il vedem-mo nel Dizionario , e qui osserveremo chela base geuerale di tutte queste sostanzeè sempre il tessuto mucoso degli anato-mici, che trovasi compartito nelle mem-brane, nella pelle, nelle aponeurosi, neitendini, nelle cartilagini e nelle ossa.
I metodi per fare la colla forte varia-no, secondo che la si estrae dalle materiemembranose o dalle ossa, fino al punto incui si è ottenuta una gelatina consistentee sono poscia in ambo i casi i millesimi ;perciò divideremo questo articolo in treparti, trattando nella prima della collafatta colle materie membranose ; nellaseconda di quella fatta colle ossa, e nellaterza del taglio, del diseccamento e dellealtre operazioni comuni ad entrambe ledue specie di colla. Quanto qui diremo diosservazioni e di maniere di operare nonsaranno che aggiunte a quanto dicemmonel Dizionario , il cui articolo dobbiamoora, per quanto sta in noi, completare.
Colla di materie membranose è di
tendini. Xòn tutte queste materie cim-vengonsi ugualmente alla preparazionedella colla forte ; nel Dizionario si è mo-strato, come varii la proporzione chemolte di esse ne somministrano, ed anchela qualità della colla può in qualche modovariare, e ritiensi che le pelli siano quelleche la danno migliore. Devono questeessere gregge, e non conciale, poiché inquesto secondo caso la gelatina sarebbecombinala col concino. Devonsi dappri-ma diligentemente purgare di tulle )esozzure o sostanze straniere che vi fos-sero aderenti. Ammollansi a tal fine nel-l 1 acqua, al che bastano 24 ore se sonoancora fresche, ma occorre più tempo susono secche, llivoltansi di tratto in trat-to, affinchè siano uniformemente pene-trate dall’acqua ;levansi, meltonsi a sgoc-ciolare, poi si portano in una gabbia im-mersa in acqua corrente, e vi si lavanocon diligenza, rimovendole in ogni versocon un rastrello a lunghi rebbii. Indi siestrae la pelle dall’acqua, si fanno nuova-mente sgocciolare le pelli, vi si tuffano dinuovo e si continua cosi fino a che 1 ’ a-cqua ne coli affatto chiara. Secondo laqualità delle pelli, occorre più o menodiligenza, e le orecchie, per esempio, so-no più difficili a snettarsi, perciocché leimpurità vi aderiscono tenacemente :Mettonsi allora nell’ acqua di calce nedmodo che si è detto nel Dizionario.
Quando le pelli, colle quali si vuolfare la colla, sono coperte di peli, levan-ti questi con un latte di calce più forte.Allo stesso modo si trattano le pelli pie-ne di pinguedine, come pure quelle so-stanze che naturalmente contengono mol-to adipe, sangue, ec. Mettonsi quindi lepelli in acqua calda, poi si lavano, al so-lito, in acqua corrente. In alcune fabbri-che portansi le pelli lavate sotto unostrettoio per ispogliarle colla pressionedi tutta l’acquu che vi è aderente,