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Tomo XIX. [Supplimento.]
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ai 8 Colia

domanda d 1 un privilegio esclusivo didieci anni, fattasi in Francia da LuigiLegrand di Lilla, per questo metodo, etesté pubblicata.

Volse il Briers i suoi primi tentativiad ottenere la gelatina dalle ossa me-diante l’acido idroclorico, ma trovò que-sto metodo troppo dispendioso pel suooggetto ; continuò quindi i suoi speri-menti con segature di ossa che procu-rassi presso i fabbricatori di bottoni edaltri lavoratori d’osso, ed ottenne risulta-menti abbastanza soddisfacenti ; per o-perare in grande però conveniva stu-diare il mezzo di poter macinare le ossa.Ebb’ egli occasione di vedere, nei din-torni di Hall, nell’ Inghilterra, mulinistabiliti con gravi spese, mediante i quali,le ossa venivano rotte in piccoli pezzi cheusavansi nelle campagne per ingrasso ;vide pure a Londra un apparato di dueenormi macine di ferro fuso, le quali,passando sulle ossa le acciaccavano senzaperaltro ridurle in polvere ; siccome que-sti mezzi non si prestavano al suo biso-gno così fece alcuni saggi egli stesso perridurre allo stato conveniente le materiecoriacee. Aveva imaginato a tal fine efatta costruire una ruota di ferro, la cuisuperficie che dovea poggiare contro leossa era rivestita di lamine d’acciaio cheformavano tante lime ; con questo con-gegno ei riusciva a grattugiare le ossa;ma assoggettando queste raschiature al-l’acqua bollente, non potè mai pervenirea disciorne in uno spazio conveniente ditempo tutta la gelatina che contenevano ;la segatura d’ossa opponeva la stessa dif-ficoltà, sicché gli fu d’ uopo abbandona-re assolutamente il suo progetto di ri-durre le ossa in istato farinoso con mez-zi meccanici.

La pentola papiniana gli fu di grandeaiuto, e venne sempre dal Briers riguar-data come il fondamenta primo della sua

Colla

impresa e della perfezione cui ridusse,dappoi la colla d’ossa ; ma se questo vasogli offriva il mezzo di estrarre economica-mente la gelatina dalle ossa, non servivaperò all’ oggetto di potere evaporarequesto prodotto in quel modo che siconveniva alla preparazione della collaforte ; ed in vero la gelatina d’ osso cheottiensi con questa pentola è una sostan-za sì delicata e difficile a trattarsi perfarne la colla forte che esige le maggioridiligenze ; fa d’uopo guarentirla dall’ab-bruciarsi, estrarla ad un grado di tempe-ratura costante, non oltrepassare il tem-po necessario all’ estrazione medesima,evaporarla convenientemente in vasi fat-ti a bella posta, e che presentino la mag-gior superficie possibile, renderle la suatenacità e la qualità gelatinosa che per-dette in parte per l’alto grado di calorecui venne esposta durante l’estrazione;tutte avvertenze di assoluta necessità,senza le quali è impossibile d’ ottenerecolla di ossa di buona qualità e che nonsi potevano avere colla pentola papiniana.

Era d’ uopo quindi ricorrere ad altrimezzi. Fece il Briers costruire dappri-ma una caldaia sferica ad alta pressione,del diametro di 5 piedi, munita di uuagrata di ferro che faceva l’offizio di fon-do e d’ una valvula di sicurezza. Avevaegli adattato a questo vaso, che conte-neva due mila libbre di ossa, un mano-metro che indicava i gradi di pressionedel vapore ed un termometro per cono-scere con esattezza il grado di caloreprodotto da un tal grado di pressione :con questo apparato migliorato in talguisa, estraeva della gelatina e facevadella colla forte ; ma gli mancava il mo-do d’avere costantemente lo stesso pro-dotto ; un giorno otteneva una gelatinasufficiente, un altro invece alterala ; tal-volta le ossa erano più o meno esaurite,tal altra contenevano molla gelatina. Bea