tin tal grado c sì altererebbe la mate-ria animale contenuta nelle ossa e dallaquale si ricava la gelatina : restando al disotto del suddetto grado, non si ridur-rebbero convenientemente le ossa ; que-sto secondo caso arriverebbe se si chiu-desse troppo il robinetto y, e parimentiaprendolo intieramente, se non si avesseavuto attenzione di spignere il fuoco alpunto da far si che il manometro segnicostantemente trenta gradi di pressione :la quantità del calore prodotta dal va-pore che corrisponde a questo grado dipressione è sufficiente pei bisogni ditutti i vasi dell’officina. Un quarto d’oradopo avere introdotto il vapore nel tam-buro, si aprirà il suo rnhinctto l ; e in talmodo la piccola quantità di vapore con-densato cadrà sopra il rubinetto u, sicchéchiudendo il robinetto t, ed aprendo quel-lo a, si raccoglierà il liquore ; questa ope-razione si ripeterà ad ogni quarto d’ora.
Perchè le ossa si spostino nell’internodel tamburo, si faranno far loro due giriad ogni mezz’ ora, col mezzo dell'ingra-naggio q-, bene inteso che si chiuderàintieramente il rubinetto x durante tuttoil tempo che lo si girerà, e che lo siaprirà dappoi, come si è detto più sopra.
Osservando scrupolosamente quautodicemmo, le ossa saranno convenevol-mente ridotte in quattro ore; sicché,supponendo che si abbia cominciato adintrodurre il vapore nel tamburo a cinqueore della mattina, questa operazione sa-rà finita alle nove; allora si chiuderà ilrubinetto y, e si lascierà uscire il vaporedal tamburo pel robinetto x , adattando-vi un tubo movibile, come si è detto piùsopra. Essendo il vapore uscito dal tam-buro, si leverà il suo coperchio ; e lo sicapovolgerà per farne cadere le ossa ; losi riempirà di nuovo con altre ossa bensecche, e si continuerà ad operare comeprima, usando la precauzione, durante
Coli,a *ai>
gli intervalli, di mantenere il manometrual grado della richiesta pressione : questaoperazione, e le seguenti sono continue,e si eseguiscono giorno e notte.
astrazione della gelatina. Trattesi leossa dal tamburo, si distenderanno sopraun selciato in luogo coperto o all’aria, sosarà buon tempo ; quando saranno raf-freddate, si macineranno in un mulino amacine verticali di ghisa, che girano so-pra un disco parimenti di ghisa; la fari-na che si ricaverà da questa macinatura,contenendo la sostanza animale da cuisi tragge la gelatina, sarà portata nelbacino d’, nel quale, si avrà posto c fat-to bollire, durante gli intervalli , colmezzo del rubinetto li, abbastanza diacqua perchè la farina ne sia coperta didue piedi ; questo miscuglio si lascieràbollire per tre quarti d’ ora, avvertendodi rimoverlo costantemente per impe-dire alla farina di formare una massapesante a compatta la quale ritarderebbela pronta estrazione della gelatina ; si ar-resterà 1’ ebollizione chiudendo il rubi-netto h, si schiumerà la grascia e si la-scerà deporre alcun poco il liquore ,quindi lo si estrarrà col mezzo di un ro-binetto posto alla superficie della farina :questo liquore è la gelatina, di cui siporranno in seguito trenta secchi ordi-narli in una botte senza fondo o in unatinozza; vi si mescolerà il vapore con-densalo ottenuto dalli rubinetti l ed u ;durante la riduzione delle ossa nel tam-buro, ed allorché il miscuglio sarà di-sceso alla temperatura di 160 a i 55gradi di Fehrenheit, vi si aggiugnerannolutto d’un tratto, e con la possibile sol-lecitudine, quaranta libbre d’allume pol-verizzato; si agiterà con prestezza accioc-ché l’allume agisca di seguito sopra tuttele parti del liquore: quando quello saràdivenuto trasparente, lo si travaserà nelbacino e'. Sul deposito formato al fondo