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della tinozza si getteranno alcuni secchid’ acqua calda, per levarvi la gelatinaeli’ esso ancora contiene; si agiterà e silascerà deporre sino a che 1’ acqua siachiara; si può aggiugnere quest’acquaa quella che si riscalda nel bacino d!prima di porvi la farina delle o?sa.
La farina d’ ossa rimasta nel bacinod contiene ancora molta gelatina chenon si può estrarre che mediante untorchio, quindi si attende a questa spre-mitura appena levatasi la gelatina cheera sopra di questa farina ; ravvolgonsii residui in sacelli di grossa tela, i qualiassoggeltansi all’ azione di un torchio vi-goroso per estraine tutta la parte liqui-da che si mesce colla gelatina da evapo-rarsi, avendo cura di lasciar deporre iprimi secchi che sono sempre torbidiprima di gettarli nella stufa y'; quelloche rimane dopo la spremitura è un ec-cellente concime per le campagne.
Evaporazione della gelatina. Dopoavere levato trenta secchi di gelatinaper mescerli coll’ allume, come dicem-mo, il resto deèsi evaporare, al qual og-getto serve la stufa e 1 nella quale versa-si la gelatina, ma che non si caricherà apiù di tre pollici d’ alteiza ; questo li-quore che sarebbe allora ùì una densitàinsufficiente per rapprender» al gradodi poter essere tagliato in lamine, deveconcentrarsi fino a che sia ridono allaspessezza che st conviene; è d’ ropoquindi aver cura nell’ evaporarlo di conaprire il robinetto i che quanto occoi.re per tener sempre il liquore in uno statodi ebollizione incipiente, per aiutare laevaporazione e serbare il liquore omoge-neo in ogni sua parte; se lo agiterà disovente con una assicella piana, larga trepollici e lunga due piedi fissata ad unapertica a T, cioè a guisa di rastrello; quan-to più si va approssimandosi al gradonecessario di concentrazione, tanto mag-
Coi.r.i
giori cure fanno di bisogno per impedireche il liquore non ispessisca di troppo, laqual cautela è indispensabile per otte-nere un bel prodotto e della quale nuo-vamente parleremo più innanzi. Si co-noscerà che la gelatina è giunta al gradoconveniente nel modo solito che accen-nammo nel Dizionario ed allora si chiu-derà il robiuetto i e se la estrarrà, pas-sandola per una doccia di legno nel ba-cino d\ che contiene i trenta secchi digelatina chiarificata dei quali addietroparlammo : si avrà cura di amalgamare idue liquori colla maggiore prontezzapossibile a misura che 1’ uno cade dalladoccia nel bacino ; se si operasse conlentezza la chiarificazione riuscirebbeimperfetta. Evaporata così tutta la gela-tina e mesciutala, si avrà compiuta la fab-bricazione della colla forte, che trovan-dosi allora tutta riunita nel bacino d\sarà riscaldata alla temperatura di 160gradi di Fahrenheit mediante il robinet-to k il quale si chiuderà tosto che si avràraggiunto quel grado ; si agiterà il liqui-do per 1’ ultima volta, lo si lascerà inquiete per tre ore, in capo alle qualisaranno precipitati tutti i sali calcari cheerano nella gelatina e che saranno stalidecomposti dall’allume, ed il liquoresarà trasparente d’ un bel giallo carico ;se Io colerà mediante il robinetto in for-me di legno lunghe sette piedi, larghenove pollici e di sei pollici di profon-dità ; si getteranno alcuni secchi d’a-cqua calda sul deposito formatosi alfondo del bacino, si agiterà e si colerà jquesto residuo in una tinozza per unrohineito posto nella parte più bassa delbacino ; quando 1’ acqua sarà divenutachiara, se la decanterà per aggiugnerlaa quella che riscaldasi nel bacino d' pri-ma di porvi la farina d’ ossa. Il tubo cpotrà prolungarsi e condurre il vaporenella stanza ove si disecca la colla.