Colla
Confronto di questa nuova manieradi fare la colla forte colle ossa , conquelle per le quali si chiesero privilegiida altri , e che si accennarono sul prin-cipio. Incomincieremo questo confrontodalla preparazione delle ossa, le qualidovevansi dapprima spezzare o raschia-re, il che cagionava una grave spesa dimano d’ opera, che si risparmia col nuo-vo metodo, adoperandovisi le ossa interequali vengono raccolte e portate air of-ficina ; ne diremo il motivo quando par-leremo della riduzione delle ossa neltamburo. Coi primi metodi le ossa do-po essere state spezzate venivano im-merse nell’acqua e digrassate, operazio-ne nociva, imperocché la lunga ebolli-zione, cui si sottoponevano le ossa in unagrande massa di acqua, toglieva lorotutta la materia gelatinosa esterna chenon aveva potuto levarsi totalmente collacocitura da quelle che avevano servito apreparare il brodo , e che trovasi poiin gran copia nelle ossa crude e princi-palmente in quelle di cavallo. Col nuovometodo non occorre più il digrassa-mento, per la ragione semplicissima chela grascia presentasi da sé alla superfi-cie della gelatina nel bacino di, comeVedemmo.
Riduzione delle ossa nel tamburo e.Negli antichi metodi le ossa dopo esse-re state macinate e digrassate portavan-si nel tamburo; vi si aggiugneva tanta a-rqua che bastasse a coprirle per un quar-to, indi assoggettavasi il tutto per un’orae mezza o due ore ad una pressione divapore corrispondente al calore di a5o°di Fahrenhit; trascorso il qual tempo e-sti aevasi il liquore, aggiugnevasi alle ossaun poca d'acqua e si assoggettavano perun’altra ora alla stessa pressione ; estrae-vasi ancora il liquore, e si continuava co-sì ad estrarlo d’ ora in ora fino a chenon acquistasse più veruna spessezza ed
Colla 2 a 5
allora si votava il tamburo. In questaoperazione 1’ acqua che si aggiugnevaalle ossa serviva a tenerle sempre in-naffiate durante la rotazione del tambu-ro ; in tal guisa la soluzione della gela-tina operavasi a misura che il vapore siinsinuava nelle parti bagnate delle ossa;questa dissoluzione però non era maicompiuta, come si riconobbe più volteriducendo in polvere delle ossa che era-no state sottoposte per sette a otto oreall’alta temperatura di questo tamburo.Questa polvere trattata coll’acqua bol-lente dava ancora 5 o G per cento digelatina, e, ciò che allora sembrava stra-no, questa gelatina era più bella infinita-mente di quella che proveniva dalle os-sa poste senza romperle nel tamburo.Oltrepassando il grado di pressione sta-bilito potevansi bensì ridurre le ossa allostato di pasta ed estraine sino all'ultimagoccia di gelatina ; ma in allora questaguastavasi a segno di non essere piùbuona a nulla. Questo non era il solodifetto degli antichi metodi, che ne pre-sentavano di assai maggiori. La gelatìnaessendo obbligata dopo la sua dissolu-zione lenta e graduala a rimanere espo-sta ad una temperatura alta e costantesino a che se la traeva dal tamburo, neveniva sensibilmente alterata, pel che erasempre di molto inferiore a quella cheotUnevasi dai ritagli di pelle colla sem-plice ebollizione; il suo colore d’un ros-so-bruno troppo carico,la sua facilità disciogliersi nell’ acqua fredda, la sua po-ca tenacità erano lutti difetti che non sipotevano evitare se non che cangiandoaffatto i metodi adoperati.
Siccome qualunque gelatina si alteraquando lasciasi esposta alla azione delcalore, dopo che venne disciolta, cosìvollesi riconoscere se la materia, dallaquale si forma la gelatina, resisteva me-glio a siffatta azione : varii esprimenti