Band 
Tomo XIX. [Supplimento.]
Seite
226
JPEG-Download
 

220 Coi.r.A

fatti accuratamente dal Briers e ripetutipiù volte mostrarono che questa materianon è tanto delicata quanto la sua solu-zione: invero sostenne essa le prove adalte temperature senza alterarsi sensibil-mente, quando invece la gelatina disciol-ta non poteva resistervi senza guastarsidel tutto. Di qui nacque l’idea di noncercare più come prima di impossessarsitosto della gelatina delle ossa, ma ditrovare il modo, riducendo queste inistato friabile mediante il calore, di la-sciare intatta senza distruggerla la ma-leria animale onde si fa la gelatina. Siottenne questo risultamento riempiendoil tamburo e delle fig. 5 e 6, di ossaben secche senza veruna aggiunta di a-cqua, e facendo alcuni miglioramenti aquesto tamburo, consistenti nell’aggiuntadei due robinetti fed » e di una tela bol-lita in una soluzione d’allume colla qua-le avviluppassi il tamburro, e riempien-do con polvere di carbone lo spazio cherimaneva fra questa tela e le pareti ester-ne di esso, per impedire la condensazio-ne del vapore. In tal guisa si poteronoassoggettare le ossa senz’acqua per quat-tr’ore ad una temperaturadi a5o° Fahr.,dopo di che si macinarono per ridurlein farina, che, sottoposta all’ azione del-l’acqua bollente, dava tosto una bella ge-latina che era trasparente e d’un bel co-lore fulvo, lo che dava a divedere comeessa non avesse menomamente soffertoper 1’ alta temperatura del tamburo.

Tale si è oggidì la forma di questo tam-buro migliorato col quale i prodotti rie-scono più perfetti. Non serve più co-me prima ad estrarre la gelatina ; masoltanto a ridurre le ossa in istato diessere macinate; perciò divenne inu-tile di frangerle come si faceva dap-prima per agevolarne la decomposizio-ne. Quanto più una volta studiavasi diagire sulle ossa ben umettate, altrettanto

Coma

si procura in oggi di tenerle quanto piùsecche si possa. Siccome il vapore nonha altro oflizio tranne quello di comu-nicare alle ossa il calore necessario perrenderle friabili senza decomporle, cosideesi impedire, per quanto si può, chesi formi dell’acqua nel tamburo la quale,producendo aneli’ essa del vapore, vimanterrebbe una umidità che scioglie-rebbe piùo meno la materia animale cheè alla superficie delle ossa. Si avrà quin-di cura di levare prontamente ad ogniquarto d’ ora pei robinetti t,u il vaporecondensatosi nel tamburo, e di non gi-rare mai questo se prima non se noestrasse il liquido.

Estrazione della gelatina nel baci-no d‘. Abbiamo veduto che coll’ anticometodo non poteva disciorsi la gelatinanell’ acqua che ad una temperatura di2 5o° Fahr., temperatura nociva e che dinecessità doveva alterare la gelatina, nonsolo pel bisogno che vi era di lasciarvelaesposta a lungo dopo disciolta, ma anchenel solo momento in cui discioglievasi.Col metodo attuale, all’opposto, si ha ilgrande vantaggio che, immergendo la fa-rina di ossa nell’acqua bollente, la gela-tina che contiene sciogliesi sul momentoe dà un prodotto di tal qualità e bellez-za da non potersi desiderare migliore.

Chiarificazione della colla. "Vi sonovarii metodi per chiarificare la gelatinadi ossa, ma non tutti le convengono u-gualmente ; il latte, il bianco d’ uovo, oaltra simile materia che si possa facilmen-te coagulare ; il carbone animale, l’acidoossalico, la potassa, l’ammoniaca, e similisostanze applicate in dosi ed a temperatu-re convenienti, le tolgono o fanno preci-pitare le sostanze eterogenee e calcari chene intorbidano la trasparenza ; ma tuttiquesti reagenti sono ben lungi dal darei vantaggi che presenta l’allume, il qua-le è anzi il solo che si possa adoperare